Frateria

Sconcertante

Sconcertante.

Così appare l’idea che oggi, nel terzo millennio, ci sia ancora qualcuno che, liberamente e non spinto da fallimenti e frustrazioni, decida di rinunciare a una vita soddisfacente, fatta di carriera, di famiglia, di riconoscimento sociale… per donare tutto se stesso al Signore e ai fratelli che lui gli dona.

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«Avrò cura di te»

Custodire il grande tesoro che gli è messo a disposizione, la natura. Questo è il grande compito affidato all’uomo in Gen 1,26ss.

Non si tratta, però, di una ecologia generalizzata, o di semplice rispetto verso ciò che ci circonda: è la cura per il creato, per tutto ciò che ha origine dal Creatore e ne è il riflesso.

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Echi di un capodanno a Malonno

La vita fraterna. Questo il tema che ci ha accompagnati nei giorni vissuti tra le montagne di Malonno, in attesa del nuovo anno.
Quante volte ci troviamo a vivere insieme esperienze di condivisione, di vita comune, talvolta più o meno anche con le stesse persone. Ma abbiamo mai davvero dedicato tempo a riflettere su ciò che tutto questo porta con sé, sul vero significato del vivere la fraternità?
Ecco allora che ci viene data l’occasione di fermarci, di ascoltare le parole che dicono di fraternità e di provare almeno un po’ a viverle nella concretezza della quotidianità.
Ciò che più mi ha colpito e che ho cercato, per quanto mi è stato possibile, di custodire nel cuore, è stata la “ricetta” per una buona esperienza di fraternità. Gli ingredienti che non possono mancare sono la riconoscenza a Dio per ogni fratello e sorella che mi è messo a fianco, riconoscendo in ciascuno il particolare talento, il bello e il buono di cui è portatore; il saper accogliere e valorizzare la diversità che rende ciascuno dono unico e prezioso; la disponibilità all’ascolto reciproco e quindi alla condivisione; infine il sostegno reciproco attraverso la preghiera.
Ingredienti impegnativi, che se lasciati alla mia sola capacità o alla mia volontà vanno decisamente poco lontano. Per fortuna tutto è dono dello Spirito, dono da chiedere in abbondanza e da accogliere con cuore semplice e docile.

Clara

 

Ripensiamo ai giorni trascorsi a Malonno, nel tentativo di trovare una parola che racchiuda ciò che abbiamo vissuto: alziamo gli occhi dal pc e vediamo una cornice appesa al muro... un PUZZLE... questa è la parola che stavamo cercando!
Le tesserine però sono speciali perchè hanno il volto di chi ha condiviso con noi queste giornate; come in ogni puzzle ognuna è unica e diversa dalle altre, con le caratteristiche di ciascuno: in una c’è la sensibilità, in un’altra l’attenzione verso gli altri, in un’altra ancora la disponibilità, il desiderio di ascoltare e quello di condividere, l’allegria e la timidezza, la simpatia e la capacità di coinvolgere... Ognuna è insostituibile e necessaria perchè il quadro possa essere completo e stupendo!
Per noi è sempre fonte di stupore e gratitudine sperimentare ogni volta che le persone che il Signore ci mette accanto sono un dono grande per la nostra vita e un luogo per incontrarlo, e quanto la bellezza che c’è in ognuno sia una ricchezza per noi e per la nostra relazione: una perla preziosa che riceviamo tra le mani di cui avere la maggiore cura di cui siamo capaci!
Abbiamo respirato un’atmosfera di famiglia in ogni momento che abbiamo vissuto: le chiacchierate tra di noi e con i frati e le suore, i momenti di silenzio, la giornata sulla neve e l’aiuto in casa, la preghiera e le serate insieme, l’ascolto e le risate, il desiderio di conoscersi e il tempo per ripensare all’anno appena concluso e dire grazie al Signore per gli infiniti doni che ci ha fatto!!
Eravamo partiti semplicemente con l’idea di riposare e “staccare” dal lavoro: è stata invece l’occasione per tornare a casa pieni di gioia e con il desiderio di riaffidarci al Signore nel nuovo anno, perchè lui possa esagerare nel riempirci la vita di bene!!!

Elena e Danilo

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