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Francesco e Chiara

All'origine della nostra proposta di vita c'è l'esperienza che Francesco e Chiara d'Assisi hanno fatto di Gesù: un modo semplice e lineare di vivere Dio, concretizzato in un quotidiano fatto di giorni e di notti, luce e buio...

Come Regola di vita: il santo Vangelo.
  • La povertà: conquista di libertà che nasce dall'incontro con Cristo povero, passa dall'aiuto concreto all'umanità povera ed esclusa, e trova il suo compimento nell'incarnare la povertà come poveri tra i poveri, come ultimi tra gli ultimi.
  • La fraternità: vincolo di amore che rende figli dell'unico Padre e coinvolge interamente e senza misura nelle relazioni.
  • La Chiesa: madre e guida, incarnazione della Trinità, nella quale essere membra vive con la preghiera e le opere.
  • L'Eucaristia: linfa vitale dell'esistenza attraverso cui essere uno col Tutto.
Francesco e Chiara, fratello minore e sorella povera: questi i nomi che hanno scelto per significare la loro esistenza, eloquente programma di vita; questo l'albero che ha generato tanti germogli e dato alla Chiesa tanti frutti di santità.

Portare il martirio

shutterstock 135056186Chiara aveva tanto fervore de spirito, che volentieri, per lo amore de Dio, averia portato el martirio per la defensione de la fede e de l’Ordine suo. E prima che se infermasse, desiderava de andare alle parti del Marocco, dove se diceva che erano menati li frati al martirio (FF 3042).

Sora Balvina da Coccorano, al Processo istituito per accogliere le testimonianze sulla santità di Chiara, dice - e non è la sola - che la loro madre era santa anche per il desiderio del martirio che aveva espresso - in modo tanto determinato che qualcuna anche ne pianse -, dopo aver avuto notizia della sorte toccata a cinque frati minori nel gennaio del 1220 in Marocco.

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Angeli

shutterstock 91984841Venerava col più grande affetto gli angeli… Dobbiamo venerare, diceva questi compagni che ci seguono ovunque e allo stesso modo invocarli come custodi. Insegnava che non si deve offendere il loro sguardo, né osare alla loro presenza ciò che non si farebbe davanti agli uomini… Ripeteva spesso che si deve onorare in modo più solenne il beato Michele, perché ha il compito di presentare le anime a Dio (FF 785; 197).

Francesco nutriva un grande amore per gli angeli, in particolare per l’Arcangelo Michele, in onore del quale ogni anno, dal 14 agosto al 29 settembre, faceva una quaresima: e proprio durante questo periodo, nel 1224, ricevette le stimmate.

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Costruire cattedrali

shutterstock 141225226Le sorelle alle quali il Signore ha dato la grazia di lavorare, dopo l’ora terza lavorino con fedeltà e devozione e di un lavoro che sia decoroso e di comune utilità, in modo tale che bandito l’ozio, nemico dell’anima, non estinguano lo spirito della santa orazione e devozione, al quale tutte le altre cose temporali devono servire (FF 2792).

In tempo di crisi, parlare di lavoro (e del suo contrario, l’ozio), è un po’ rischioso o semplicemente demodé. Si rischia di dire cose banali, scontate fino a qualche decennio fa, ma oggi irrimediabilmente scadute. Possiamo ben dire, di nuovo e come fa Chiara, che il lavoro è una grazia - un miracolo, quasi! - e l’ozio il nemico dell’anima.

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Saper riposare

shutterstock 73171318Essendo infermato de insania uno certo frate de l’Ordine delli frati minori… santo Francesco lo mandò al Monasterio del Santo Damiano, ad ciò che santa Chiara facesse sopra de lui lo segno de la croce. Lo quale avendo fatto, el frate dormì un poco nel loco dove la santa madre soleva orare, e da poi, risvegliato, mangiò un poco e partisse liberato (FF 2958).

è un episodio particolare questo, in cui un frate pazzo viene riportato alla sanità mentale con un segno della croce fatto su di lui da Chiara e un sonnellino nel posto dove lei era solita pregare.
Ma dice molto, in primo luogo del rapporto confidenziale e di stima che correva tra Francesco e Chiara, inoltre della potenza di una presenza che ci si sente accanto e addosso, anche.

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Poveri, consegnati, confidenti

shutterstock 131957264Se qualcuna, per divina ispirazione, verrà a noi con la volontà di abbracciare questa vita, l’abbadessa sia tenuta a chiedere il consenso di tutte le sorelle; e se la maggior parte acconsentirà, la possa accettare… le si dica la parola del santo Vangelo: che vada e venda tutto ciò che è suo e procuri di distribuirlo ai poveri (FF 2754.2757).

Mi sembra che, in questo breve passaggio della Regola di Chiara, ci siano gli elementi fondanti una fraternità evangelicamente pensata.
La divina ispirazione – quindi lo Spirito santo che muove la vita del credente verso la piena conformità a Cristo Gesù – che spinge e regge la volontà ad abbracciare uno stile di vita povero, consegnato e confidente, così come Francesco e Chiara hanno colto essere il nocciolo del vivere secondo il santo Vangelo.

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