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Francesco e Chiara

All'origine della nostra proposta di vita c'è l'esperienza che Francesco e Chiara d'Assisi hanno fatto di Gesù: un modo semplice e lineare di vivere Dio, concretizzato in un quotidiano fatto di giorni e di notti, luce e buio...

Come Regola di vita: il santo Vangelo.
  • La povertà: conquista di libertà che nasce dall'incontro con Cristo povero, passa dall'aiuto concreto all'umanità povera ed esclusa, e trova il suo compimento nell'incarnare la povertà come poveri tra i poveri, come ultimi tra gli ultimi.
  • La fraternità: vincolo di amore che rende figli dell'unico Padre e coinvolge interamente e senza misura nelle relazioni.
  • La Chiesa: madre e guida, incarnazione della Trinità, nella quale essere membra vive con la preghiera e le opere.
  • L'Eucaristia: linfa vitale dell'esistenza attraverso cui essere uno col Tutto.
Francesco e Chiara, fratello minore e sorella povera: questi i nomi che hanno scelto per significare la loro esistenza, eloquente programma di vita; questo l'albero che ha generato tanti germogli e dato alla Chiesa tanti frutti di santità.

Piccoli gesti

shutterstock 150043508Sora Pacifica de Guelfuccio anche disse che, da poi che essa fu inferma in modo che non se poteva levare dal letto, se faceva levare su a sedere e sostenere cum certi panni de dietro alle spalle e filava, in tanto che del suo filato ne fece fare corporali et mandonne quasi per tutte le chiese del piano e delli monti de Assisi (dal Processo di canonizzazione, FF 2935).

L’iconografia di Santa Chiara è abbastanza univoca nel rappresentarla con l’ostensorio in mano (un vero falso storico, considerando che questo è nato, sì, nel XIII sec., ma che fino al tardo XV sec. non sarà molto diffuso), quindi sarebbe facile ricamarci sopra la sua devozione per l’eucaristia. Che non sarebbe un orpello, anzi.

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Fuoco d’amore

shutterstock 118660324Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio concedi a noi miseri di fare, per la forza del tuo amore, ciò che sappiamo che tu vuoi, e di volere sempre ciò che a te piace, affinché, interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito santo, possiamo seguire le orme del tuo Figlio diletto, il Signore nostro Gesù Cristo, e, con l'aiuto della tua sola grazia, giungere a te, o Altissimo, che nella Trinità perfetta e nell’Unità semplice vivi e regni glorioso, Dio onnipotente per tutti i secoli dei secoli. Amen (FF 233).

Questa preghiera dimostra l’amore, la passione che Francesco nutriva per la santissima Trinità e per la pienezza, sperimentata, dello Spirito santo.

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Stretti a Maria

shutterstock 33972577Stingiti alla sua dolcissima Madre, che generò un figlio tale che i cieli non potevano contenere, eppure lei lo raccolse nel piccolo chiostro del suo sacro seno e lo portò nel suo grembo di ragazza (FF 2890).

Un invito, così materno e dolcissimo, ci pone nel quotidiano dialogo che Chiara ha intessuto con Dio. La frase riecheggia, infatti, alcuni testi liturgici usati nelle feste mariane.

Sappiamo dagli antichi che lex orandi statuat lex credendi - cioè che la legge del pregare fonda la legge del credere – e, molto spesso, nei santi questo si manifesta in pienezza: ciò che proclamano di credere è ciò che, lungo le ore del giorno, pregano.

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L’impossibile possibilità

shutterstock 30918667Ti rendiamo grazie, perché, come tu ci hai creato per mezzo del tuo Figlio, così per il santo tuo amore, con il quale ci hai amato, hai fatto nascere lo stesso vero Dio e vero uomo dalla gloriosa sempre vergine beatissima santa Maria, e per la croce, il sangue e la morte di lui ci hai voluti redimere dalla schiavitù. (FF 64)

Redimere in latino significava comprare ed era usato quando uno schiavo otteneva la libertà. La redenzione, nel Cristianesimo, indica il sacrificio di Cristo per liberare gli uomini dalla schiavitù del peccato. Quindi Dio ha comprato la nostra libertà e Gesù ne ha pagato il prezzo con la sua morte offerta in cambio della nostra vita.

Ma noi cristiani ci siamo accorti di questo sacrificio avvenuto e della redenzione ottenuta? Abbiamo capito cosa significa peccare e cosa significa redimersi e ottenere la salvezza? Peccare significa rompere la nostra fedeltà a Dio. Redimersi significa ritrovare questa fedeltà, corrispondere all’amore di Dio e sentirsi amati in modo totale.

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Immersi nell’amore

shutterstock 131163173E anche disse sora Angeluccia che, avendo una volta la preditta santa madre madonna Chiara udito cantare dopo Pasqua: «Vidi aquam egredientem de templo a latere dextro», tanto se ne rallegrò e lo tenne a mente, che sempre, dopo mangiare e dopo compieta se faceva dare a sé at alle sore sue l’acqua benedetta, e diceva ad esse sore: «Sorelle e figliole mie, sempre dovete recordare e tenere nella memoria vostra quella benedetta acqua, la quale uscì dal lato destro del nostro Signore Iesu Cristo pendente in croce» (FF 3111).

In questo gustoso dialetto umbro rinascimentale, ci è arrivato il racconto che le sorelle fanno della vita di Chiara al vescovo Bartolomeo, rispondendo alle sue domande nel Processo, in vista della canonizzazione. Da queste appare la vita spicciola di San Damiano, di cui fa parte anche questo piccolo gesto - compiuto due volte al giorno - di prendere dell’acqua benedetta in ricordo dell’ora solenne in cui Gesù dona la sua vita per noi: il culmine della sua Passione e del nostro ritorno alla vita, mediante lo Spirito vivificante.

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