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Francesco e Chiara

All'origine della nostra proposta di vita c'è l'esperienza che Francesco e Chiara d'Assisi hanno fatto di Gesù: un modo semplice e lineare di vivere Dio, concretizzato in un quotidiano fatto di giorni e di notti, luce e buio...

Come Regola di vita: il santo Vangelo.
  • La povertà: conquista di libertà che nasce dall'incontro con Cristo povero, passa dall'aiuto concreto all'umanità povera ed esclusa, e trova il suo compimento nell'incarnare la povertà come poveri tra i poveri, come ultimi tra gli ultimi.
  • La fraternità: vincolo di amore che rende figli dell'unico Padre e coinvolge interamente e senza misura nelle relazioni.
  • La Chiesa: madre e guida, incarnazione della Trinità, nella quale essere membra vive con la preghiera e le opere.
  • L'Eucaristia: linfa vitale dell'esistenza attraverso cui essere uno col Tutto.
Francesco e Chiara, fratello minore e sorella povera: questi i nomi che hanno scelto per significare la loro esistenza, eloquente programma di vita; questo l'albero che ha generato tanti germogli e dato alla Chiesa tanti frutti di santità.

Santo = strumento di Dio

2011-11-01_shutterstock_1333513A frate Masseo che gli chiedeva: «Perché a te tutto il mondo viene dietro, e ogni persona pare che desideri di vederti e d'udirti e d'ubbidirti? Tu non se' bello uomo del corpo, tu non se' di grande scienza, tu non se' nobile» Francesco risponde: «Vuoi sapere perché a me tutto 'l mondo venga dietro? … Gli occhi santissimi del Signore non hanno veduto fra li peccatori nessuno più vile, né più insufficiente, né più grande peccatore di me; e perciò ha eletto me per confondere la nobiltà e la grandigia e la fortezza e bellezza e sapienza del mondo, acciò che si conosca ch'ogni virtù e ogni bene è da lui, e non dalla creatura, e nessuna persona si possa gloriare nel cospetto suo; ma chi si gloria, si glorii nel Signore, a cui è ogni onore e gloria in eterno». (FF 1838)

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Chiara

Come puoi pensare che lo Spirito non abbia voce, qui, in questa piana d’Assisi, dove il vento rincorre sempre se stesso arrampicandosi e gettandosi dall’alto delle chiome degli ulivi, piegando il grano, sfiorando le mura e infilandosi tra i battenti delle porte?
Come puoi non sentirlo compagno dei giorni e delle notti?
Anche quando tace tu sai che c’è. Si sta solo nascondendo. Sta riposando. Sta giocando.
Il vento che ti pota l’eco di voci lontane. I profumi di terre mai visitate. Il clangore delle armi e degli eserciti. Che ti porta la guerra in casa. E la pace tra le mani, quando cerchi d’afferrare l’aria tersa che tutto avvicina.

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Francesco

Anno di grazia 1226.

Ad Assisi è una bella giornata d'autunno, d'inizio Ottobre; di quelle che il sole, passando per le poche foglie che ancora vestono gli alberi, colora d'arcobaleno la terra.

Francesco…… è il mio nome e come il Signore mi indicò rivolgo a voi il mio saluto:

Il Signore vi dia pace! (FF 1428)


La gente, i miei amici credono che io non ci sia più, che sia morto. Forse è così: forse, quando hanno deposto il mio corpo nudo sulla terra nuda, hanno veramente pensato che il figlio di Bernardone non fosse più; hanno pensato davvero che la bella storia dei compagni del Matto d'Assisi fosse destinata a spegnersi, come il sole di questo tramonto, ma forse non ricordavano che anche i matti hanno un Dio e che quel Dio non è poi così lontano.
Quante volte ho pianto e quante lacrime calde sono cadute sulle mie guance, per la felicità che ogni giorno provavo nel vedere con questi occhi discendere dal cielo il Figlio di Dio, Gesù, che per le parole e le mani del sacerdote prende vita sull'altare.

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