Fuoco d’amore

shutterstock 118660324Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio concedi a noi miseri di fare, per la forza del tuo amore, ciò che sappiamo che tu vuoi, e di volere sempre ciò che a te piace, affinché, interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito santo, possiamo seguire le orme del tuo Figlio diletto, il Signore nostro Gesù Cristo, e, con l'aiuto della tua sola grazia, giungere a te, o Altissimo, che nella Trinità perfetta e nell’Unità semplice vivi e regni glorioso, Dio onnipotente per tutti i secoli dei secoli. Amen (FF 233).

Questa preghiera dimostra l’amore, la passione che Francesco nutriva per la santissima Trinità e per la pienezza, sperimentata, dello Spirito santo.

Ma chi è lo Spirito santo?

La teologia risponde che Dio è l'assoluta unità, nella quale esiste la Trinità delle persone del Padre, del Figlio e dello Spirito santo.

Noi, semplici cristiani, facciamo fatica a rispondere, perché si tratta di una realtà soprannaturale, che sfugge alla percezione immediata. Quando parliamo del Padre, possiamo figurarcelo come un buon papà; quando parliamo di Gesù, non abbiamo difficoltà a immaginarlo, attraverso il Vangelo, come un uomo in carne ed ossa. Ma, quando parliamo dello Spirito santo, ci è difficile immaginarlo. Alcuni pittori lo raffigurano come una scia di fuoco, che intercorre tra il Padre e il Figlio. E spesso l’amore è raffigurato, anche dalla pubblicità, come una passione che brucia il cuore. Il simbolo del fuoco è molto eloquente: come le fiamme di un incendio sono sempre rivolte verso l’alto, così anche lo Spirito santo ci spinge verso l’alto, per seguire le orme di Gesù e arrivare a Dio. È amore puro: l'amore con cui il Padre e il Figlio amano le creature e che noi cristiani possiamo gustare ogni giorno, per esempio quando viviamo un rapporto d’amore o di amicizia; questo amore non lo vediamo e non lo tocchiamo, ma lo sentiamo perché ci dona gioia e ci rende felici. Così è per lo Spirito santo che abita dentro di noi: è una presenza autentica, personale e intima, simile all'alito del vento, che soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene e dove va (Gv 3,8)

Il vento non si vede e non si può disegnare, ma ne avverti la presenza, osservandone gli effetti. Dello Spirito santo non si vede il volto; tuttavia la sua presenza si può avvertire prestando attenzione alle sue manifestazioni e aprendosi alle sue meraviglie. Dove c'è lo Spirito santo, lì c'è la libertà dice San Paolo (2Cor 8,31).

Chi si lascia guidare dallo Spirito santo vive la vera libertà, che si conquista lottando giorno per giorno, ora per ora, nella certezza che, nelle difficoltà che non mancheranno, il cristiano ha un amico che lo aiuta: lo Spirito santo, che gli indica la strada da percorrere e grazie al quale possiamo vivere immersi nel soprannaturale, come il pesce nell'acqua. Il pesce vive grazie all’acqua, noi viviamo grazie a questo amore.

Francesco e Chiara, guidati dallo Spirito santo, hanno trovato nel Vangelo la vera libertà e con la libertà hanno conquistato la vera letizia: erano giovani e ricchi, ma rinunciarono a tutto per donarsi al Signore e ai fratelli. E si accorsero, con stupore, di avere trovato la piena realizzazione della loro vita. Cerchiamo e realizziamo anche noi questo stupore.

foto: D.O.F. / Shutterstock.com

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