Immersi nell’amore

Scritto da Clarisse Bienno il .

shutterstock 131163173E anche disse sora Angeluccia che, avendo una volta la preditta santa madre madonna Chiara udito cantare dopo Pasqua: «Vidi aquam egredientem de templo a latere dextro», tanto se ne rallegrò e lo tenne a mente, che sempre, dopo mangiare e dopo compieta se faceva dare a sé at alle sore sue l’acqua benedetta, e diceva ad esse sore: «Sorelle e figliole mie, sempre dovete recordare e tenere nella memoria vostra quella benedetta acqua, la quale uscì dal lato destro del nostro Signore Iesu Cristo pendente in croce» (FF 3111).

In questo gustoso dialetto umbro rinascimentale, ci è arrivato il racconto che le sorelle fanno della vita di Chiara al vescovo Bartolomeo, rispondendo alle sue domande nel Processo, in vista della canonizzazione. Da queste appare la vita spicciola di San Damiano, di cui fa parte anche questo piccolo gesto - compiuto due volte al giorno - di prendere dell’acqua benedetta in ricordo dell’ora solenne in cui Gesù dona la sua vita per noi: il culmine della sua Passione e del nostro ritorno alla vita, mediante lo Spirito vivificante.

Chiara, donna pienamente consapevole e grata della sua vita da risorta - vita che è stata regalata a tutti mediante il battesimo -, è anche perennemente immersa nella passione di nostro Signore Iesu Cristo. Non, però, dolorificamente - come siamo soliti fare anche noi dopo l’imperare dello spirito barocco nella liturgia (e che il film The Passion di Gibson ci ha così mirabilmente ricordato) -, ma, direi, marianamente, cioè come Maria, che ai piedi della croce, condivide con il figlio l’ora, non dubitando che anche lì, dove Dio tace, l’amore non smette di fecondare il cuore dell’uomo. Perché è passione d’amore.

foto: Niyazz / Shutterstock.com

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