Piccoli gesti

shutterstock 150043508Sora Pacifica de Guelfuccio anche disse che, da poi che essa fu inferma in modo che non se poteva levare dal letto, se faceva levare su a sedere e sostenere cum certi panni de dietro alle spalle e filava, in tanto che del suo filato ne fece fare corporali et mandonne quasi per tutte le chiese del piano e delli monti de Assisi (dal Processo di canonizzazione, FF 2935).

L’iconografia di Santa Chiara è abbastanza univoca nel rappresentarla con l’ostensorio in mano (un vero falso storico, considerando che questo è nato, sì, nel XIII sec., ma che fino al tardo XV sec. non sarà molto diffuso), quindi sarebbe facile ricamarci sopra la sua devozione per l’eucaristia. Che non sarebbe un orpello, anzi.

Ma ho preferito questo breve passaggio, ancora una volta tratto da una testimonianza al Processo, perché mi pare mostrare un rapporto fatto di gesti concreti e di cura materna, perché l’eucaristia fosse custodita in modo degno. E che mi pare un gesto finissimo d’amore.

Dalle biografie di Francesco (e dagli studi sulla Chiesa nel medioevo), sappiamo in che trascuratezza erano lasciate le chiese (e le specie eucaristiche in particolare) di campagna, quelle nel piano e nei monti intorno ad Assisi, anche. Pensare a Chiara che, nonostante la malattia, si metta a filare per poter far confezionare corporali (che sono all’epoca, pare, delle custodie di seta) mi sembra indicare un amore che si fa umile servizio, come quello di una madre che rimbocca le coperte al suo bambino perché non prenda freddo; di chi sparge profumo prezioso sul capo e sui piedi di un amico… Di chi, con la delicatezza di un gesto ignorato da tutti, accoglie l’amore di chi dona se stesso e restituisce, con amore, quest’amore. Con la creatività dei piccoli gesti, che impegnano la vita.

foto: Hanzi-mor / Shutterstock.com

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