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Tempo di doni

shutterstock 129320129Rendo grazie al donatore della grazia, dal quale, come crediamo, scaturisce ogni bene sommo e ogni dono perfetto (FF 2872).

Dicembre è il mese dei doni. Ora soprattutto in senso profano e consumistico, d’accordo, ma prima e come causa di tutto - con un effetto forse un po’ troppo sviato - è il mese del dono di Dio agli uomini: Gesù.
Da qui, da questo bene sommo e da questo dono perfetto, viene la nostra capacità di farci dono (e di fare doni, anche). Da Gesù impariamo che cosa vuol dire e come si fa a ricevere un dono, come accoglierlo e come restituirlo, nell’amore. E Gesù, dice il vangelo, ha imparato a sua volta dal Padre, perché le sue parole e le sue opere sono le parole e le opere del Padre.

Chiara impara tutto da Gesù* e, per prima cosa, rende grazie al donatore della grazia che sembra uno scioglilingua, ma è il riconoscimento che tutto ciò che siamo e abbiamo di grazioso viene da Dio, scaturisce da lui e siamo in grado di riconoscerlo solo se crediamo. Ma anche credere è un dono di grazia. Quindi tutto, ma proprio tutto, viene da Dio anche il poterlo riconoscere come donatore.
Meraviglia delle meraviglie! Come il Natale: meraviglia delle meraviglie che il Creatore del mondo si sia fatto per noi povero e impotente bambino, per insegnarci ad essere… nientemeno che Dio!

* compito a casa: prova a cercare quante volte e quando Gesù rende grazie in uno - a tua scelta - dei quattro vangeli!

 

foto: elisekurenbina / Shutterstock.com

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