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Speranza tenace

shutterstock 154858136Ciò che stai facendo, fallo e non lasciarlo (FF 2875).

Poche parole. Chiarissime.
A me pare evochino quelle che gli sposi pronunciano prendendosi la mano destra: «prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita».
Le parole “tutti i giorni della mia vita” potrebbero richiamare la monotonia o la claustrofobia. Eppure ci deve essere un motore speciale, una forza che rende avvincente e avventurosa la vita quotidiana! Forse potremmo chiamarla speranza tenace.

La seconda lettera ad Agnese, che stiamo leggendo, è datata tra il 1235 e il 1237: Chiara sta custodendo con cura la forma vitae che Francesco le ha lasciato, forgiata nella vita quotidiana, provata e vissuta insieme alle sue sorelle: “osservare il santo Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo, vivendo in obbedienza, senza nulla di proprio e in carità” (FF 2750). A questa vuole rimanere saldamente ancorata.

Chiara fa esperienza del Vangelo, sperimentando il tempo che le è dato con le intuizioni che sente nascere, insieme alle persone che le sono accanto, giorno dopo giorno, con tenacia e fedeltà. Vive il quotidiano con speranza, passione. Con la pazienza che è “il lungo respiro della passione” (Jüngel).

“Tutti i santi giorni” è il titolo di un film che è uscito da poco nelle sale. Mi ha colpito. Che ne dici: parla della speranza tenace motore della vita quotidiana?

foto: Jaroslav Moravcik / Shutterstock.com

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