In cordata

shutterstock 96043661Abbi cura di raccomandare al Signore nelle tue devote orazioni me e le mie sorelle, noi che godiamo per i beni che il Signore opera in te con la sua grazia. Raccomandaci insistentemente anche alle tue sorelle (FF 2882).

Chiara, alla fine della lettera, conclude con le raccomandazioni.
Dopo aver esortato Agnese alla corsa spedita, dopo averla incoraggiata a seguire sempre il Signore, superando ostacoli ed impedimenti, le chiede di raccomandare lei e le sue sorelle al Signore.

È interessante constatare come Chiara usi il “noi”. La sua vita è una tenda che sposta continuamente i paletti per far posto all’Altro e alle altre. Chiara sa - ha cioè ha assaporato - che la sua esistenza è legata a quella delle sorelle e ancor più al Signore.

Chiara, Agnese e le sorelle sono scalatrici di montagne; sono camminatrici in cordata che avanzano legate tra loro da fili invisibili delicati, da custodire. Se in cordata una corda non è ben salda, il rischio è alto. Allo stesso modo, se nella quotidianità della vita la relazione con le sorelle non è accudita e custodita, il rischio di andare alla deriva nel proprio egoismo è alto. Camminano accordate.

Ma Chiara la sapeva lunga, sapeva cioè che nessuna relazione regge se non è affidata e ben radicata in Dio. Tutte quante, vicine o lontane, sono affidate a Dio, Padre delle Misericordie, perché i legami sono da assicurare, da affidare, da raccomandare – appunto - a Colui che per primo li ha annodati.

foto: Olga Danylenko / Shutterstock.com

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