Chiara

Come puoi pensare che lo Spirito non abbia voce, qui, in questa piana d’Assisi, dove il vento rincorre sempre se stesso arrampicandosi e gettandosi dall’alto delle chiome degli ulivi, piegando il grano, sfiorando le mura e infilandosi tra i battenti delle porte?
Come puoi non sentirlo compagno dei giorni e delle notti?
Anche quando tace tu sai che c’è. Si sta solo nascondendo. Sta riposando. Sta giocando.
Il vento che ti pota l’eco di voci lontane. I profumi di terre mai visitate. Il clangore delle armi e degli eserciti. Che ti porta la guerra in casa. E la pace tra le mani, quando cerchi d’afferrare l’aria tersa che tutto avvicina.

Il vento. Il suo respiro nella piazza davanti a casa, di notte, è il suono lieve di un bambino che dorme.

Per aprire la porta del morto bisogna fare piano, per non svegliarlo, per non tradire il passaggio da quell’apertura dimenticata o volutamente ostruita. Di lì passano solo i morti. Di lì, questa notte –e negli anni molte altre notti, in sogno- passo io. Io che muoio a questa città, che mi ha vita nascere. Muoio, per rinascere. Altrove e nuova.

Da quella notte –da questa notte delle Palme 1211- non mi appartengo più. Un altro ha in consegna la mia vita. Tra le mani, in cattedrale, stamane il vescovo mi ha posto un ramo di palma. È il segno: con Gesù stanotte, in quest’orto degli ulivi, ripeto: “Padre, non la mia, ma la tua volontà”. E la tua volontà me l’ha mostrata Francesco: una vita povera, che ricalca le orme di Cristo, povero. Per amore. Una vita consegnata per amore.

E il segno è quello della tua passione: se con te soffrirò, con te regnerò. Se con te soffrirò con te gioirò. Morendo con te sulla croce, possederò con te il Regno. Con te. Questo solo conta. Nel conto degli anni, solo tu rimani. Con me.

E il mio desiderio è di rimanere con te. Sempre. È la sola benedizione che possa lasciare a quante ti hanno visto al mio fianco e sono venute ad abitare qui, tra queste pietre di San Damiano, che sembrano mura, ma sono una scala per raggiungerti, lì dove stai: in mezzo a noi. Il Signore sia sempre con voi, e ora voi siate sempre con lui. Sembra un invito. E lo è, anche. Ma solo per quando il cuore smarrisce la memoria del punto di partenza. Per quando la nebbia, che talvolta ovatta anche quest’angolo di piana assisana, allontana dalla vista l’orizzonte davanti a noi. E dietro di  noi.

Da dove veniamo e dove stiamo andando. Quando il vento, alzandosi, cristallizza il cielo nel blu, è solo certezza. Il Signore è con noi e noi siamo sempre con lui: è certezza da quella notte della Domenica delle Palme, quando sono riuscita a raggiungere Francesco e i suoi compagni nella piccola Chiesa di Santa Maria degli Angeli, e in quella Porziuncola, sotto lo sguardo di Maria, ho abbandonato la mia vita di prima per abbracciare la vita di chi non ha nessun possesso su questa terra, se non ciò che gli concede il Padre delle misericordie. Nella sua sovrabbondante bontà. Nella sua Provvidenza prodiga. Per abbracciare una vita in cui tutto è dono. E come tale è riconosciuto e restituito. A Dio e ai fratelli. A Dio e alle sorelle. Dono anch’essi, sempre. 

Ed è gioia, che nessun’ombra di amarezza può oscurare. È il profumo intenso dell’unguento versato a Betania, che attraversa i secoli. È memoria di lui, che in noi prende dimora e soggiorno. 

Io, Chiara, indegna ancella di Cristo e pianticella del beatissimo padre Francesco, con le sorelle che il Signore, per sua misericordia e grazia mi ha donato.

 

Nata da Favarone di Offreduccio e da Ortolana, appartenente ad un'alta classe sociale, Chiara dimostra forza d'animo nelle sue scelte radicali che la inducono a sfuggire il matrimonio predisposto dalla famiglia di origine, per seguire il desiderio di dedicare la vita a Dio.
La notte del 28 marzo 1211 (è la sera della domenica delle Palme: Chiara ha solo 18 anni), stando alle testimonianze del processo di canonizzazione, fugge da una porta secondaria della casa paterna, situata nei pressi della cattedrale di Assisi, San Rufino. Subito raggiunge Francesco d'Assisi e i primi frati minori presso la chiesetta di Santa Maria degli Angeli.

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