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Vedere dal di dentro

2011-12-01_shutterstock_41164558«Prepara quanto ti dico» dice Francesco a Greccio, il giorno del Natale del Signore a Giovanni, un suo amico abitante nel luogo «vorrei rappresentare il Bambino nato a Betlemme, e in qualche modo vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si è trovato per la mancanza delle cose necessarie a un neonato, come fu adagiato in una greppia e come giaceva sul fieno tra il bue e l'asinello».

Al di sopra di tutte le altre solennità celebrava con. ineffabile premura il Natale del Bambino Gesù, e chiamava festa delle feste il giorno in cui Dio, fatto piccolo infante, aveva succhiato ad un seno umano. Baciava con animo avido le immagini di quelle membra infantili, e la compassione del Bambino, riversandosi nel cuore, gli faceva anche balbettare parole di dolcezza alla maniera dei bambini. Questo nome era per lui dolce come un favo di miele in bocca. (FF 787; 468ss)


Vedere con gli occhi del corpo: cosa vuol dire Francesco? Forse che, molte volte, noi non percepiamo la grandezza delle cose di Dio e pensiamo che tutto ciò, che lui fa, solo lui può farlo e noi siamo giustificati se non riusciamo a capire o a sperimentare. Forse Francesco vuol dire che occorre spogliarsi della superbia di essere “uomo”, che ci autorizza a non essere all’altezza di cose grandi e ci giustifica nel nostro essere piccoli.. Francesco vuole vedere, vuole capire dal di dentro cosa ha provato Gesù, perché forse è proprio questo che lui voleva; essere il segno, il modello, l’apripista di esperienze e disagi vissuti nel totale abbandono a Dio Padre. E come facciamo a capirlo, se non vediamo, se non condividiamo le sue esperienze e il suo sentire? Vedere Gesù con gli occhi del corpo significa vederlo non solo nel presepio, ma ogni giorno negli occhi degli altri, perché questo è stato il dono di Dio: l’incarnazione del Figlio a immagine e somiglianza dell’uomo, il cuore di Dio che batte come un cuore umano, mentre tutta la sua divinità prende possesso dell'umanità. La meditazione di Francesco davanti al presepio è un richiamo all’essenza dell’essere, all’essenza della vita cristiana; un richiamo alla semplicità, povertà, umiltà del Figlio di Dio, che, per venire incontro all’uomo, per camminare accanto a lui, per salvarlo, ha scelto la rinuncia alla sua persona divina, la totale mancanza di mezzi... Il presepio è, per Francesco, la presenza continua di Dio incarnato nella nostra vita, quel Dio che si è fatto uomo, non per essere come l'uomo, ma per innalzare l'uomo alla dignità di figlio di Dio...

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