• Home
  • Frateria
  • Francesco e Chiara

Allo specchio

2011-12-15_shutterstock_29190550Guarda con attenzione… la povertà di colui che è posto in una mangiatoia e avvolto in pannicelli. O mirabile umiltà, o povertà che dà stupore! Il re degli angeli, il Signore del cielo e della terra è reclinato in una mangiatoia. (FF 2094)

Queste parole Chiara d’Assisi le scrive nella sua quarta lettera ad Agnese di Praga, che, figlia del Re di Boemia, ha scelto di vivere nella povertà sull’esempio di Chiara e delle sorelle di San Damiano. Chiara sta chiedendo ad Agnese di contemplarsi in uno specchio - come fanno tutte le donne e tutti gli uomini prima di qualcosa d’importante - per essere nella condizione adeguata alla sua posizione di figlia e sposa amatissima del sommo re. E che cosa deve vedere Agnese? Non tanto, o almeno non solo, il suo volto, ma il volto di Cristo in cui la vita che ha scelto la sta trasformando. Chiara insiste in tutte le lettere, con accenti più o meno accentuati, sulla povertà, perché, come per Francesco, per lei questa è la chiave che apre la stanza segreta del cuore di Gesù, stanza in cui desidera ardentemente abitare. Se lui, il Signore del cielo e della terra, ha scelto di nascere povero, tanto che è adagiato in una mangiatoia ed è avvolto in poveri pannicelli, anche noi, se vogliamo abitare da/con lui abbiamo questa unica strada per raggiungerlo. Ed è una strada offerta a tutti, non solo ai frati o alle suore. Poveri lo si può essere ovunque, perché è una questione più di sguardo sulla realtà che di portafoglio! È guardare alla vita e alle “cose” della vita con gli occhi di Gesù.

Stampa