Che forza!

Scritto da Clarisse Bienno il .

2012-01-15_dsc_0726Uno dì, sopravvenendo li nemici alla distruzione della città di Assisi, certi saraceni montarono sopra lo muro del monasterio e descesero nel chiostro; unde le preditte sore temevano grandemente. Ma la santissima madre tutte le confortava e desprezzava le forze loro, dicendo: “Non vogliate temere: però che non ce potranno nuocere”. E, detto questo, recurse allo adiutorio della usata orazione. La forza de la quale orazione fu tanta che l’inimici preditti saraceni senza fare alcuna lesione se partirono come fossero cacciati. (cf. FF 2984)

Magari è un po’ difficile da leggere, ma è pieno di freschezza questo dialetto umbro che ci trasmette il Processo di canonizzazione di santa Chiara. Le sorelle che vissero con lei e alcune persone che la conobbero in vita testimoniano qui la sua santità. A queste parole aggiungo un episodio che ricordo sempre con un sorriso. Molti anni fa mi è capitato di visitare san Damiano e lì, tra chiostro e chiesetta, si accalcavano anche gli alunni adolescenti di una scuola. Davanti alla porta che dà sul refettorio uno si volta e dice: “Pròfe, qui c’è scritto che menarono santa Chiara! A pròfe, la menarono!!”. E la professoressa, che se la rideva pure lei sotto i baffi, a spiegare che “menare” voleva dire… portare, non picchiare! Chiara è universalmente nota come quella che scaccia i saraceni, e si sa, quando si cerca di scacciare qualcuno, è facile che si vada alle mani e… si può essere pure menati! Chiara però usa un’altra arma, la preghiera: un affidarsi totale a Dio; riconoscendosi figlia chiede/attende tutto dalla forza e grandezza del Padre.

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