Nuovo sguardo

2012-03-15_shutterstock_65084017Tuum semper videns principium: sempre vedendo il tuo principio (seconda lettera di Chiara d’Assisi ad Agnese di Praga cf. FF 2875).
Per chi ancora non lo sapesse, le clarisse stanno vivendo un anno particolare e la frase che avete appena letto ne accompagna i giorni. Sono parole che Chiara scrive ad Agnese, riprese come indicazione di un inizio. Come segno di un passaggio.
Ottocento anni fa, nella notte della domenica delle Palme, dopo la sua fuga dalla casa paterna, Chiara è accolta da Francesco e dai suoi primi fratelli nella cappella dedicata a santa Maria degli Angeli, nella piana di Assisi. Qui le vengono tagliati i capelli in segno di totale offerta della vita a Dio. Da questo momento in poi, per lei inizia un nuovo cammino di sequela del Signore Gesù.
Nei lunghi anni a san Damiano questo momento rimane il suo punto di partenza, il principio a cui continuamente guardare per rinnovare le forze, l’entusiasmo, la determinazione, giorno dopo giorno, di ripetere appassionatamente il suo sì alla vita. Fino a sussurrare, negli ultimi momenti prima di morire: Va’ in pace anima mia benedetta, perché averai bona scorta; però che quello che te creò (...) infuse in te lo Spirito santo; e poi te ha guardata come la madre lo suo figliolo piccolino (FF 3082).
Ecco: siamo creati, santificati e custoditi dallo sguardo amorevole di colui che ci ha dato la vita. Questo sguardo da creature è la nostra prima grande conversione. Le (eventuali) altre sono tutte sotto questo segno battesimale. Sotto l’ombra luminosa della Pasqua.

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