p. Alberto Beretta

1916-2001

Enrico Beretta nacque a Milano il 28 agosto 1916 da Alberto e Maria De Micheli.

Fece parte dell'Azione Cattolica, assumendo anche l'incarico di educatore dei ragazzi.

Laureatosi in Medicina nel 1942, maturò, anche grazie all'appartenenza dei genitori all'Ordine Francescano Secolare, il desiderio di mettere la sua professionalità a servizio delle popolazioni del Nord-Est del Brasile, dov'erano presenti i Cappuccini lombardi.

Entrato al noviziato di Lovere, dovette presto abbandonarlo, essendo stato precettato per il corso di Allievi Ufficiali a Firenze.

Con la caduta del regime fascista, non volendo aderire alla Repubblica di Salò, riuscì a rifugiarsi in Svizzera dove poté esercitare la professione medica e frequentare i primi due anni di teologia nell’università cattolica di Friburgo.

Rientrato in Italia, continuò gli studi teologici a Milano presso i Cappuccini, perfezionando le sue conoscenze mediche.
Su insistenza e garanzia di mons. Emiliano Lonati, vescovo di Grajaú (Maranhão), il card. Idelfonso Schuster lo ordinò sacerdote il 13 marzo 1948. L'anno seguente partì per il Brasile.

Dopo essere stato per tre anni a Rio de Janeiro e a Porto Alegre, per sostenere nuovamente gli esami di medicina e così farsi convalidare la laurea italiana, migliorando anche le proprie conoscenze sulle malattie tropicali, tornò a Grajaù dove, con l'aiuto dei suoi due fratelli ingegneri, poté realizzare il Villaggio San Marino per la cura degli hanseniani (lebbrosi) e l’Ospedale S. Francesco.

Nel frattempo, il desiderio di diventare frate Cappuccino era ancora vivo nel suo cuore: nel 1960 entrò nel Noviziato a Guaramiranga (Cearà), emettendo l'anno successivo, col nome di Alberto Maria (in ricordo dei genitori), la professione religiosa temporanea e quella perpetua il 16 agosto 1964.

Per una ventina di anni fu il medico e il pastore dei malati e dei poveri, anche nei villaggi più sperduti nella foresta. La sua attività era talmente intensa da spingerlo a chiedere una mano alla sorella Gianna, anch'essa medico: inizialmente intenzionata a raggiungerlo in Brasile, essa (che oggi veneriamo come santa Gianna Beretta Molla), dovette poi desistere, sconsigliata da tutti a causa della salute delicata.

Nel 1981, dopo 33 anni di missione, frei Alberto, come era amabilmente chiamato dai suoi malati, fu colpito da un ictus che lo lasciò parzialmente paralizzato e lo costrinse a rientrare in Italia, dove portò silenziosamente la croce per quasi vent'anni, confortato dall'affetto dei familiari e nel 1994 dalla beatificazione di Gianna (canonizzata poi nel 2004).

Morì il 10 agosto 2001.

 

Un pensiero di p. Alberto

Il vero medico non sono io, ma nostro Signore!

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