Scegliere: perché Grazia è Libertà

Dio ci ha fatto liberi e rispetta fino in fondo le nostre scelte. 

Dio è contento quando un uomo vive la sua vita in pienezza, come l’ha vissuta Gesù: è lui la Via per arrivare al Padre!

I sottili fili dell’aurora si stanno ancora sciogliendo dalle spesse trame della notte, quando i due frati Minori, Massimo e Leinad, si alzano. Non sono gli unici: alla fattoria la levata è prima del canto del gallo. Tutto si desta: rumori di imposte e di usci, di uomini e bestie, di ruote e carri testimoniano la vita che, pur in penombra, riprende a scorrere. Una buona massaia non li ha scordati: un po’ di latte caldo e del pane, arriva mentre i religiosi terminano la preghiera delle Lodi. Gli ultimi saluti, l’invito a ritornare e il viaggio riprende.

La prima ora di cammino trascorre senza un motto: orazione del cuore e meditazione. Poi sarà il tempo dell’istruzione: domande e risposte tra discepolo e maestro, commenti alle Scritture e al pensiero dei Padri, riflessione sulle parole e i gesti di Francesco, il loro fondatore, il Poverello d’Assisi. Il bosco intanto accanto ai loro passi si sveglia: canti di uccelli – un cuculo monotono – fruscii di animali, i colori della primavera tra campi e alberi. “Sia lodato il Signore” recita frate Massimo. “Sempre sia lodato” gli fa eco Leinad. E’ il segnale convenzionale che scioglie il silenzio. E subito il più giovane: “Fratello Massimo, pensavo agli uomini e alle donne che abbiamo incontrato alla fattoria di ieri, e nelle altre dove ci siamo fermati: pensavo alla loro vita, alla dignità del lavoro e della fatica, alla bellezza dei bambini, delle persone… di tutto… Che dici di quelli che parlano della nostra vocazione – essere frati e preti – come se fosse superiore alle altre? Talvolta trapela perfino un senso di disprezzo in certe affermazioni…”. Chiaro e netto, come sempre.

“Due sono i modi – Massimo risponde – per cercare di rendere grande la propria persona: c’è chi cerca di accrescere se stesso e chi di sminuire gli altri. Quest’ultima modalità – per quanto diffusa – non pare sia particolarmente… evangelica”. Si interrompe. Alza gli occhi, guardando prima il cielo et aere et nubilo, e poi continua: “Guardati dall’invidia, la tristezza per il bene altrui. Non essere mai gretto, Leinad: impara a essere generoso e grande nel pensiero e nel cuore. Come Dio, come la vita, come sora nostra matre terra, la quale ne sustenta e governa, e produce diversi frutti con coloriti flori et erba. Dio ci ha fatto liberi, Leinad, e rispetta fino in fondo le nostre scelte. E sai perché? Perché la sua Grazia per noi, non è altro che la libertà. Siamo le uniche creature a essere create libere. Le sole. E quando Dio l’ha giocata con l’uomo, la carta della libertà, sapeva di fare una grossa scommessa. Non si è rimangiato poi tutto, prendendosi la briga di stabilire un percorso per ognuno: tu dovrai fare il frate… tu ti dovrai sposare…  Potremmo dire che in definitiva esiste una sola vocazione: la chiamata alla vita divina. E’ il messaggio proprio del Cristianesimo: l’uomo, per dono divino, è chiamato a condividere la natura stessa di Dio. Ma il modo con cui tale proposta da parte di Dio deve essere incarnata, ognuno di noi deve deciderlo in prima persona. E’ il nostro onore. E il nostro onere: ogni scelta comporta gioie e dolori, conquiste e rinunce, soddisfazioni e responsabilità. Ma la scelta è di ciascuno. O credi forse che Dio sia contento se tu e io facciamo i frati? E più felice che se ci sposiamo? Ireneo di Lione dice: La gloria di Dio è l’uomo che vive. Dio è contento – è glorificato – quando un uomo vive la sua vita in pienezza, come l’ha vissuta Gesù: a Tommaso, nell’Evangelo di Giovanni, Gesù risponde proprio questo: Io sono la Via per arrivare al Padre. Questo io credo sia quella che ho indicata come “la chiamata alla vita divina”. Perché… noi lo sappiamo: entreremo nella comunione del Padre solo quando avremo imparato ad amare come Gesù. Ricordi che dice la Scrittura, vero? Chi ama conosce Dio, perché Dio è amore. Chi vive nell’amore è unito a Dio, e Dio è presente in lui. E in fondo, dimmi Leinad, che ha fatto Francesco d’Assisi? Perché lo chiamiamo santo? Forse perché aveva indossato un saio e un cingolo? O non è perché nella sua vita, con la sua vita ha testimoniato che si può vivere come Gesù ha indicato, ossia amare Dio e i Fratelli come li ha amati Lui? E per concludere: Sono contento di te, Leinad. Sono contento che tu sappia vedere dignità e bellezza nella vita ordinaria: è uno sguardo divino…”. 

Ora il Maestro tace. Fratello Leinad è un po’ stordito, come al solito dopo aver parlato con Massimo. Ora avrà tempo per raccogliere i cocci del suo pensiero sulla vocazione, e rifletterci, e cercare di crescere. E’ questa la meditazione? Chissà… Eppure… Un Dio che non sceglie per te. Un Dio che ti tratta da adulto. Un Dio che dà spazio e valore alla tua libertà, alla tua responsabilità… la capacità di dare risposte.

Non lo sa nemmeno lui il perché, ma Leinad sorride.

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