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In ascolto

“Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore...” Dt 6,4
Ascoltare qualcuno significa aprirsi all'accoglienza, dedicare tempo e attenzione.
Mettersi in ascolto della Parola significa accogliere nel tuo cuore e nella tua vita Colui che l'ha pronunciata per te.

La fede

Lunedì - XXXII settimana del Tempo Ordinario
Letture: Sap 1,1-7 / Sal 138 / Lc 17,1-6
32lu1La bella notizia, oggi, riguarda la fede. Non quella facile, nemmeno quella presunta. Quella scomoda e vera, di cui il Maestro Gesù mai si è stancato di parlare. Nel vangelo di oggi la fede nel Padre e nell'avvento del suo regno si declina nell'atteggiamento del perdono. Gesù ne parla con chiarezza, dicendo due cose: non scandalizzatevi, perdonatevi sempre.

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Imparare a donare

XXXII Domenica del Tempo Ordinario – Anno B
Letture: 1Re 17,10-16 / Sal 145 / Eb 9,24-28 / Mc 12,38-44
32dobDopo aver accolto e celebrato la bella compagnia di tutti i santi, oggi ci rimettiamo seduti nei nostri banchi da discepoli, nuovamente disponibili ad imparare dal Maestro Gesù come si vive secondo il vangelo. Anzi, come ci si dona «sull'esempio di lui che ha donato se stesso» (cf colletta).

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Cose di poco conto

Sabato - XXXI settimana del Tempo Ordinario
Letture: Rm 16,3-9.16.22-27 / Sal 144 / Lc 16,9-15
31sa1Che bello quando qualcuno ripete il concetto, spiega una seconda volta ciò che ha appena detto! Ne faccio personale esperienza in questi giorni di lezioni in inglese sulla lingua ebraica, che debbo - in tempo reale - convertire in italiano. Impagabile il momento in cui il professore ritorna e approfondisce; la classe ringrazia. Non sempre, ma spesso repetita iuvant.

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Con un po' di audacia

Venerdì - XXXI settimana del Tempo Ordinario
Letture: Rm 15,14-21 / Sal 97 / Lc 16,1-8
31ve1Mi sembra di capire il discorso di Paolo: «Fratelli miei, sono anch'io convinto, per quel che vi riguarda, che voi pure siete pieni di bontà, colmi di ogni conoscenza e capaci di correggervi l'un l'altro. Tuttavia, su alcuni punti, vi ho scritto con un po' di audacia, come per ricordarvi quello che già sapete» (Rm 15,14-15). Lo capisco come sacerdote, come amico, come fratello in umanità di tante persone che incontro, conosco, ascolto. Talvolta è necessario uno scatto di audacia nei rapporti che viviamo, nei dialoghi che costruiamo. A volte è utile ricordare ad un altro quel «vangelo» (15,16) che riposa dentro di lui per liberarne la forza e l'efficacia. Essere audaci può diventare un vero e proprio «ministero» (15,16) che possiamo svolgere gli uni verso gli altri e che nasce dalla consapevolezza che la vita dell'altro è affidata anche a noi «nelle cose che riguardano Dio» (15,17).

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Girarsi

Giovedì - XXXI settimana del Tempo Ordinario
Letture: Rm 14,7-12 / Sal 26 / Lc 15,1-10
31gi1Abbiamo bisogno di girarci. Verso la tenerezza del Padre, verso il suo continuo, folle amore per noi. Altrimenti facciamo fatica a vedere gli altri senza il filtro del giudizio. La loro povertà evoca infatti la nostra che non sappiamo ancora accettare. L'apostolo Paolo, rivolgendosi a coloro che non riescono ad accogliere la fede debole di alcuni dentro la comunità, li invita a riflettere su un fatto: «sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore» (Rm 14,8). È una parola di grande consolazione che ci riporta nel cuore del vangelo. La possibilità di rimanere uniti a Dio, non è legata unicamente ai momenti belli e piacevoli, nei quali ci sembra di condurre una vita buona. Pure le zone d'ombra, i segmenti lunghi o brevi nei quali si sembra di morire, appartengono a Dio. Ne siamo sicuri, perché egli ce lo ha voluto dire: «per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi» (14,9).

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