Affetti con la “A” maiuscola

2012-02-29_affettiDifficile riuscire a trovate una canzone d’amore che risulti convincente, che non susciti solo l’immagine di cuoricinisvolazzanti, angioletti sparafrecce e fuochi artificiali… difficile riuscire a credere a tutti i “Ti Amo” sentiti pronunciare un po’ ovunque, nei fi lm, per strada… difficile persino utilizzarla, questa benedetta parola AMORE, per paura di trovarsi incatenati a qualcosa che in realtà non era più grande di una passione momentanea… ma allora cos’è questo amore? Esiste? Ed è una cosa che fa per me?

Per rispondere dovrei probabilmente iniziare con l’abbandonare la brutta abitudine di immaginare (perché di questosi tratta, di immaginazione) l’amore come la passione travolgente della vita, come l’energia che muove ogni palpitodi cuore, ogni cellula del corpo… ma una volta scartato quest’aspetto così romantico, cosa mi rimane? Niente? Tutto? O non piuttosto il meglio, tutto ciò che resiste al tempo e alla noia e riesce ad entrare a far parte della quotidianità?

Rimane l’amore per le piccole cose, quelle certe, rassicuranti, quelle che ho imparato a conoscere, in me, negli altri…rimane l’amore anche quando non viene comodo o facile e anche quando non lo voglio; rimane l’amore che mi fa apparire fragile e indifeso davanti a coloro che amo; rimane quell’amore che mostra la parte più scura di me, difficile da raccontare; rimane l’amore che si abbandona alla certezza fragile degli uomini resa però forte dall’Amore di Lui; rimangono gli sguardi complici o sfuggevoli, le mani ruvide e poco curate di chi si è speso tutta una vita per gli

altri, per me e infi ne rimane anche l’amore per i giorni normali senza un gesto particolare da ricordare, quei giorni che conosco bene come le mie tasche, come le stanze poco illuminate dov’è

possibile arrivare anche bendati se a guidarmi è l’Amore, quello con la A maiuscola!

 

Conosci

Testo e musica: C. Donà

CRISTINA DONÀ, La Quinta Stagione 2007

 

Conosci i miei occhi se guardano
lontano da te
le mani che non so curare,
conosci le stanze poco illuminate
dov’è possibile
arrivare bendati.
Pronunciare una ferita
quando è appena ricucita
non è semplice.
Arginare la tensione
contenere un’emozione
è più nobile.
Ecco un’ombra che mi lega
la certezza di qualcosa
che poi cambia.
Scavare o tralasciare il senso
voltarsi e
non guardare dentro
Ammettere o tacere,
avvicinarsi e rimanere.
Conosci i miei occhi quando
guardano verso di te,
i giorni normali

senza un gesto da ricordare.
Conosci i colori
e la parte più scura di me
dii cile da raccontare.
Conosci i miei occhi quando
guardano lontano da te,
i particolari delle mani
che non so curare,
conosci i ricordi e la parte
più scura di me
dii cile da raccontare

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