Quel cielo sopra te e il fango

2012-02-29_pozzaMilano è veramente piena di cartelli alti sei metri che dicono “tutto è intorno a te”, ma manca sempre qualcosa…il punto di partenza...dove sono io perché tutto possa davvero essermi attorno? Se c’è una cosa bella nelle grandi città come questa è che tutti qui siamo uguali: sotto lo stesso cielo, nello stesso vagone di metrò farabutti, colpevoli, superstiti e noi… noi che non abbiamo fatto nulla, ma proprio nulla, noi per i quali il mondo può andare avanti così oppure tornarsene indietro, tanto…

Bello essere tutti uguali, ma uguali a chi? a cosa? E poi, a che scopo essere tutti uguali? Quando tutti quelli che mi stanno attorno cominciano ad assumere gli stessi contorni, gli stessi connotati i casi sono due: o i miei occhi nella loro vita hanno lavorato troppo oppure è il mio cuore che non ha lavorato ancora a dovere… no, ancora non ha lavorato se non sono capace di amare, se non sono stato capace di ri-trovare chi, attorno a me e al mio fango, signifi cava davvero tutto… lontano da casa viene più facile accorgersene: nella Babilonia di lingue della città, nel suo fango di indifferenza, il rischio di sentirsi solo è grande, anche in mezzo alla gente, anche tra quella conosciuta: i soliti discorsi di facciata che non trovano mai la via del cuore: “come stai quanto costa che ore sono che succede che si dice chi ci crede e allora ci si vede”…

Sì, ci si vede, ma non ci si incontra mai, non come si fa in una famiglia. Lo ripeto, lontano da casa è diffi cile trovare lo stesso calore delle mani di un padre che da piccolo ti faceva volare verso il cielo; diffi cile consolare le lacrime di una mamma che del fi glio conosce ogni cosa… ma a quelle mani e a quelle lacrime devo il mondo che mi sta attorno, quel vecchio mondo che “sta insieme solo grazie a quelli che hanno ancora il coraggio di innamorarsi”… Ma allora, forse, non è poi così vero che anche per noi tutto è così indiff erente… non lo sono i miei amici, i miei fratelli con i quali sto imparando a fare famiglia, proprio grazie agli insegnamenti di quelle mani e lacrime di un tempo, quei suoni e volti familiari, amati… adesso lo so che non sono solo, lo so perché da dove ho

deciso di stare vedo il Cielo e il mondo con il suo fango, lo so perché da qui vedo tutto attorno a me, tutto l’amoreche c’è, per me che sto imparando a fondere quel Cielo con il fango, ad usare l’energia del loro contatto.

 

Fango

testo e musica: Jovanotti

JOVANOTTI, Safari 2008

 

Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall’alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma aff errava il mondo
intero
ora la città è un fi lm straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l’unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fi ori l’odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo…
la città un fi lm straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c’è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a
quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l’unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l’appetito la sete l’evoluzione in atto
l’energia che si scatena in un contatto.

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