C’è da fare

2012-02-29_c_e_da_fareC’è da fare, c’è da fare… sembra quasi di poter rivedere con lo sguardo della memoria il caporeparto del povero Chaplin nel film “Tempi moderni” mentre lo esortava ad essere sempre più veloce su quel nastro da catena di montaggio…lavorare, sbrigarsi, produrre, fare…ma l’essere? Non che le due cose siano disgiunte, anzi, ma forse azzardiamo delle separazioni sempre troppo affrettate e poco ragionate… ”quello che faccio per vivere è altra cosa da quello che in realtà sono e vorrei fare…ho dei sogni, progetti che non si sposano con il lavoro che sto facendo ma aspetto tempi migliori”… e quali tempi migliori, il paradiso? Si spera che lì di lavoro ce ne sia poco e che tutto il resto sia solo e unicamente piacere.. ma allora perché non farlo diventare già ora un piacere questo “benedetto” lavoro? Ben inteso, il lavoro è fatica, e non solo fatica fisica: è responsabilità, è soddisfazione, è realizzazione, è iniziare per continuare o magari ricominciare tutto da capo, è perseveranza, ingegno, volontà e mille altre cose ancora… cose tutte che però non solo mi impegnano la giornata ma soprattutto riempiono il mio essere, fanno sì che alla fine di una giornata di lavoro possa dire a me stesso: ecco, anche oggi hai messo da parte il tuo gruzzolo di esperienza, hai fattofruttare le tue capacità, hai meritato fiducia e dimostrato autonomia e responsabilità perché c’è sempre qualcosa da fare dentro di noi.

E c’è di più: è inutile parlare e fare finta di guardare senza poi muovere un dito quando invece attorno a noi c’è ancora un mezzo mondo da cambiare…queste capacità che ci siamo trovati per le mani o che a fatica ci siamo costruiti sono lì proprio perché le sappiamo far fruttare, a bene nostro e degli altri, perché insieme riusciamo a fare qualcosa di piùgrande, qualcosa di importante, perché con il nostro “benedetto” lavoro possiamo contribuire con il nostro verso alla poesia divina della creazione.. c’è da fare, fratelli, c’è da fare un mondo, il Nostro…

 

C’è da fare

Testo e musica: Gatto Panceri

GIORGIA, Come Thelma e Louise 1995

C’è da fare, c’è da fare
C’è sempre qualcosa da fare
C’è da fare, c’è da fare
C’è sempre qualcosa da fare e da rifare
C’è da fare, c’è da fare
C’è da far da mangiare per un mondo affamato
C’è da fare, c’è da fare
C’è sempre qualcosa da fare dentro di noi
C’è da fare andare avanti la baracca
Aggiustare qualche cosa che si spacca
E quando poi pioverà
Un secchio qui e un altro là
Contro l’umidità
È inutile parlare fare finta di guardare
C’è da fare, c’è da fare
C’è sempre qualcosa da fare e da rifare
C’è da fare, c’è da fare
C’è da fare un casino anche contro il destino
C’è da fare, da cambiare
C’è sempre qualcosa da fare e tu lo sai
La mattina c’è da riordinare il letto
E rimetter molti sogni nel cassetto
Che siamo sempre a metà
Perché qualcosa non va
Ci vuole più volontà
Arrangiarsi, ingegnarsi
Lavorare e poi stancarsi
Per liberarsi: c’è da fare sai
Qualcosa di importante
C’è da fare
Qualcosa di più grande
C’è da rifare...
Ci sarebbe da cambiare mezzo mondo
Dare a tutto un senso molto più profondo
Col sole in faccia si sa
Che gran fatica sarà
Contro l’aridità
È inutile parlare, fare finta di guardare
C’è da fare, c’è da fare
Qualche volta sbagliare, dover ricominciare
C’è da fare, c’è da fare
C’è da fare da mangiare per un mondo affamato
C’è da fare, da rifare
C’è sempre qualcosa da fare e tu lo sai
C’è da fare qualcosa di importante
C’è da fare
È inutile parlare, fare finta
Di guardare quando
... c’è da fare sai
Qualcosa di importante
Qualcosa di più grande
Qualcosa di importante
Qualcosa di più grande

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