«Insegnaci a pregare!»

Cuore a cuore con il Padre

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Gesù svela il suo bisogno di pregare. Non parole blaterate, ma uno “stare con”. Dal “do ut des” alla gratuità della relazione. Liberi di dire «Abbà!».

È bello che, nei vangeli, si dica spesso che Gesù si ritirava a pregare. Ed è altrettanto bello che, mentre per lui la preghiera è un’esigenza impellente, una comunicazione cuore a cuore col Padre (ne abbiamo un esempio nei brani del Getsemani), per noi discepoli la preghiera non sia qualcosa di spontaneo, ma un’attività difficile, pesante, in cui non siamo capaci, ma che dobbiamo imparare.

Sarebbe già molto se oggi riuscissimo a svuotare la nostra preghiera dalle parole che la affollano, da richieste che sono più simili a un tentativo di “tirare Dio per la giacchetta” che al chiedergli che si compia in noi la sua volontà, da religiosità esteriorizzate prive del cuore di una relazione viva con lui… e, semplicemente, dicessimo da veri discepoli: «Signore, insegnaci a pregare!».

Se, poi, volessimo fare un altro passo, potremmo finalmente iniziare a considerare Dio come lui vuole essere considerato, cioè un Padre che ci vuole bene, che vuole il nostro bene, che gioisce della nostra gioia e ha compassione del nostro soffrire; potremmo provare a rispondere al suo amore, volendogli bene e amandolo attraverso coloro che ha messo sulla nostra strada come fratelli e sorelle… con la consapevolezza che, con un Padre così, nessuno può esserci indifferente, né oggetto del nostro rancore o pregiudizio.

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Scarica “Spegni la tua sete”, un semplice strumento per pregare ogni giorno.

Tags: preghiera, gratuità, figlio

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