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Cenere

Nel segreto e con letizia

«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli».

Un segno, semplice, antico. La cenere, cosparsa sul capo, indica penitenza, mortificazione: c’è qualcosa in noi che deve morire, qualcosa da lasciare, per poter “convertirsi e credere al Vangelo”, per camminare liberi all’incontro col Risorto.

E, per far sì che questa penitenza non sia semplicemente un fatto intimo, ma abbia concretezza, la Chiesa ci presenta il brano in cui Gesù parla delle opere di giustizia: elemosina, preghiera e digiuno sono le tre occasioni che abbiamo perché la nostra quaresima sia un fatto serio. Il Signore indica lo stile in cui vivere queste opere di penitenza: non puntando sulla visibilità, ma collocandole “nel segreto”, là dove siamo a tu per tu con Dio; non con volto e cuore tristi, ma incarnando la letizia, la gioia di lasciarsi plasmare dalla penitenza a immagine del Vangelo.
Solo così, la quaresima può essere un tempo vissuto alla grande.

Buona Notizia: non c’è bisogno di clamore e pubblicità per essere veri.
Conversione oggi è fare il bene con gioia.

  

Tags: preghiera, digiuno, Tempo di Quaresima, Mercoledì delle Ceneri, Mt 6, elemosina, penitenza

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