• Home
  • Giovani
  • Per pregare

Segni

Cambiare si può

«A questa generazione non sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona».

Chi di noi, almeno una volta, non ha chiesto a Dio un segno, una conferma di essere sulla buona strada, o che la propria preghiera era stata ascoltata, che vale la pena di avere fede… o anche solo che proprio lui - Dio - esista per davvero?

Ma davvero abbiamo bisogno di segni per credere?
Gesù sembra insinuare il contrario.
Ma comunque, a chi proprio di un segno non può fare a meno, risponde che il segno è “quello di Giona”… Chi era costui?
Giona è un profeta antico che deve predicare la conversione di una megalopoli e lo fa malvolentieri e in maniera approssimativa.
Risultati? Almeno tre: la città si converte per intero; Dio si converte, cambia idea - quand’anche l’avesse avuta - e non distrugge la città; Giona è l’unico a non convertirsi - si arrabbia con Dio perché è misericordioso! -.
Cosa significa il “segno di Giona”?
Che per credere in Dio non servono segni, ma la disponibilità a mettersi in discussione e a convertire la propria vita.
Che per chi si crede già a posto non c’è segno che tenga: un Dio di cui non ho bisogno - quello che vuole la mia conversione… della quale non ho bisogno! - non mi interessa conoscerlo, anche se venisse di persona a mostrarsi a me.
Che Dio è già presente nella nostra realtà, magari ben nascosto… ma riconoscibile a chi desidera incontrarlo, a chi sente il bisogno di essere visitato e trasformato dalla sua grazia.

Buona Notizia: la nostra realtà nasconde, tra le pieghe, il Dio di Gesù Cristo… basta cercarlo bene!
Conversione oggi è uscire dal bozzolo e far vedere la bellezza di appartenere a Dio.

  

Tags: conversione, segno, Tempo di Quaresima, Tempo di Quaresima: 1 settimana, Lc 11, Giona, Ninive

Stampa