Autocompiacimento

Chi si loda s’imbroda

Il fariseo, stando in piedi, pregava tra sé.

Ne siamo affetti tutti.

A tutti noi, anche al più umile e dimesso, fa piacere essere valorizzati, riconosciuti nel proprio valore. E, quando nessuno lo fa, è facile che a vantare le nostre qualità… siamo noi stessi!
È ciò che accade a questo fariseo: non dice bugie - lui è davvero un pio ebreo! -, né è ingiusto nel confrontarsi con il pubblicano - il quale veramente è peccatore, e lo sanno tutti! -.
Semplicemente, sbaglia una cosa: è salito al tempio per pregare e invece… non prega. La preghiera ha al centro Dio, la sua opera, il suo amore; al centro delle parole pronunciate dal fariseo c’è solo lui, col bene che fa. Non prega Dio, ma incensa se stesso, presentando a Dio l’elenco dei suoi meriti e sottintendendo quello dei suoi crediti.
Alla fin fine, è chi si umilia che sarà esaltato; la preghiera ascoltata è quella che non si vanta delle proprie virtù davanti a Dio, ma lo riconosce come Signore della misericordia.

Buona Notizia: per quanto misero e peccatore, riconoscendo la verità di te, puoi conoscere la verità dell’amore di Dio.
Conversione oggi è piantarla di compiacersi di sé e aprirsi alla misericordia del Signore.

Tags: preghiera, parabola, pubblicano, farisei, Tempio, Tempo di Quaresima, Tempo di Quaresima: 3 settimana, Lc 18

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