Figli perduti?

Amore ostinato

“Bisognava far festa e rallegrarsi”.

È una delle parabole più note di Gesù. E, sicuramente, racconta la storia più strana, una storia infelice.

Un padre. La cosa migliore che i suoi due figli potrebbero sperare è di rimanere per sempre nella sua casa, dove c’è vita, cibo, festa.
E, invece, uno lo considera come un tiranno dal quale scappa lontano, dove però non trova vita e gioia, ma fame e tristezza; l’altro lo vede come un padrone che, malvolentieri, serve… non assaporando la bellezza e il calore di quella casa, ma sopportando la situazione come un peso.
Una brutta situazione, che non ha nemmeno un lieto fine: il figlio minore torna dal padre, ma senza un vero pentimento e senza comprendere quanto sia da lui amato; il maggiore, oltre a essere invidioso del fratello - che, per lo meno, se l'è goduta… mentre a lui è toccato stare in casa a fare il lavoro sporco -, non si sa se, dopo che il padre gli ha spiegato la sua gioia, rivelandogli la sua identità di figlio e non di servo, abbia compreso di quale amore è amato e sia entrato a fare festa.
E neanche il padre trova soddisfazione, perché si dice che è uscito di casa… ma non che sia, prima o poi, rientrato!
Quella che Gesù racconta, è la storia della nostra relazione con Dio: lui vuole essere per noi un Padre e noi ne abbiamo di continuo un’idea distorta; desidera per noi il bene e a noi pesa stare nella sua casa; ci dona tutto se stesso, e noi siamo sempre pronti a lamentarcene.

Buona Notizia: per quanto siamo e ci comportiamo da figli bastardi, Dio desidera esserci Padre.
Conversione oggi è gustare la bellezza dello stare con il Signore, rispondendo al suo amore, da figli.

Tags: parabola, pubblicano, farisei, scribi, Tempo di Quaresima, Lc 15, Padre misericordioso, due figli, misericordia, peccatori, Tempo di Quaresima C: 4 Domenica

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