Cornici e quadri

Teoria o pratica?

«Voi non avete mai ascoltato la voce del Padre né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato».

Una delle tentazioni più forti, per noi discepoli di Gesù, è quella di ridurre la nostra fede a una teoria, a un insieme di dottrine, di precetti morali e di riti, dimenticando completamente un fatto fondamentale e la sua conseguenza: se Dio si è incarnato, facendosi uomo come noi e condividendo con noi tutto, eccetto il peccato, la fede in lui è prima di tutto esperienza, relazione.

E lo è in maniera costitutiva: il Figlio testimonia un Dio che gli è Padre e che conosce nella relazione trinitaria. Noi accogliamo la sua testimonianza di Figlio e la testimonianza di coloro che l’hanno visto, che hanno vissuto con lui tempo, esperienze, emozioni, speranze…
Da una relazione all’altra, così il mio credere oggi è ancora riconducibile all’esperienza di amicizia e di ascolto dei primi discepoli. O così, o niente: ciò che non passa dall’esperienza coinvolgente ed entusiasmante della relazione con la persona viva di Cristo è una cornice senza quadro… bella, ma vuota.

Buona Notizia: è possibile conoscere Dio, perché Gesù ce lo svela.
Conversione oggi è metterti in ascolto di una Parola rivolta a te.

Tags: Tempo di Quaresima, Tempo di Quaresima: 4 settimana, Gv 5, testimonianza, Trinità

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