Per te

Un messaggio, una provocazione per ogni vita e ogni cuore giovane!

Le parole che vorremmo dirti

È meraviglioso: possiamo parlarti, Signore, perché Gesù tuo amatissimo figlio, uomo di carne come noi, nostro fratello, ti ha parlato come può parlare ogni essere umano.

Possiamo parlarti con fiducia, estranei al terrore antico che faceva tacere gli uomini annullati davanti alle divinità. Tu sei Mite.

Ti parliamo senza imbarazzo, senza l’ansia che il discorso tra noi possa cadere, perché Tu ci vuoi bene, ci incoraggi. Tu sei Simpatico.

Mentre ti parliamo sentiamo nel profondo che le nostre parole ci legano ad altre persone, che il nostro dire scaturisce dalle parole di tutta la gente. Tu ascolti tutti. Tu sei nostro Padre.

Leggi tutto

Stampa

Ascolta e ama

«ASCOLTA, Israele: Il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo! 

Amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze». (Libro del Deuteronomio, cap. 6, 4-6)

Ascolto i rumori della vita

Ascolto il ritmo del mio cuore che per grazia batte da solo e mi permette di vivere. Ascolto il lavorio della mente che rende umana la mia biologia.

Ascolto i fremiti del mio Spirito che mi fanno desiderare l’infinito.

Ascolto il brusio del mio corpo che non ho creato da me.

Ascolto le parole calde della gioia, il grido delle mie ansie e delle mie paure.

Ascolto il rombo cupo e spaventoso della fatica e del dolore di tanta gente nel mondo.

Ascolto i gemiti di una donna che partorisce, gli scoppi di risa dei bambini.

Ascolto i latrati delle falsità, delle lamentele, delle cattiverie.

Ascolto il pianto dolce del bisogno d’amore di ogni persona. 

Ascolto l’eco ostinata delle domande che dalla vita mi arrivano.

Perché non c’è solo e sempre amore per tutti? Perché la via crucis degli innocenti? 

Perché la ragione, la scienza, la politica, l’economia non si innamorano della felicità di ogni persona, di tutte le persone? Perché tanto male assurdo? 

Perché troppo silenzio e troppa solitudine nelle sventure di tanta gente?

Perché è così difficile parlarsi, capirsi, ascoltarsi, darsi fiducia?

Ascolto l’urlo della mia domanda ultima, quando alzo gli occhi al cielo nelle notti di luna e stelle o nelle notti di nuvole e bufera: Chi siamo, cosa valiamo noi piccoli atomi di questo immenso universo? Ci sei, Tu che puoi rispondermi?

Non potrei ascoltare risposte a queste domande se prima non potessi presentarle, se prima non venissi ascoltato…Non saprei cosa farmene di risposte date a domande che io non ho posto, che non nascono anche dal mio vivere.

 

E, di sorpresa, nella storia mi viene incontro UNO che mi ha voluto Creatura capace di dare voce all’universo, di parlargli, di gridare a Lui le mie ragioni e i miei sentimenti, UNO che mi ha ascoltato in Silenzio.

 

Il Silenzio di Dio, che in un punto dell’eternità ha voluto il canto delle creature.

Il Silenzio di Dio, che innumerevoli volte vorrei Lui rompesse con parole di giustizia, con interventi di fragorosa potenza in difesa degli innocenti.

Il Silenzio di Dio, che a tratti mi scandalizza e sempre mi fa cosciente delle mie responsabilità.

Il Silenzio di Dio, che soffre muto il prezzo della libertà mia e della natura.

Il Silenzio di Dio, che non dovrebbe dirmi una sola parola se questa non fosse comprensiva di tutta la mia umanità.

 

E dopo avermi ascoltato in Silenzio è LUI a dirmi : “ASCOLTA, Israele…”

 

Ascoltare significa lasciare che UN ALTRO mi racconti e mi dia ragione degli eventi che si verificano e di fronte ai quali mi accorgo non avrò mai strumenti per capire, non perché sia stupido, ma perché non sono io l’autore…

Ascoltare UNO che mi conosce per nome, che mi pensava già prima che venissi formato nel grembo della mia mamma.

Ascoltare UNO che potrebbe essere l’origine semplice e la spiegazione di tutto.

Ascoltare UNO che mi chiede di fare per Lui la cosa che amo di più:

AMERAI il Signore, tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze.

Ascoltare UNO che fin dal principio mi chiede di amare , AMARE LUI, l’UNICO che può avermi amato fin dal principio.

Ascoltare l’UNICO DIO CHE PUÒ ESISTERE IN DIALOGO CON LA MIA RAGIONE, amarlo e lasciarmi amare da Lui con tutta la passione del mio cuore.

ASCOLTARE DIO CHE ALLA FINE MI RACCONTA GESÙ, uomo amato lui stesso e capace di amare con “tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze” fino a squarciare il cuore di Dio per entrarci come Figlio, vero Uomo Risorto.

ASCOLTARE è depositare tutte le mie domande nel cuore di DIO che mi ascolta. 

ASCOLTARE è fidarmi di Lui solo che cammina con me nei sentieri misteriosi e a volte contraddittori dell’esistenza.

Stampa

Inviteresti Gesù alla tua festa?

Due giorni dopo ci fu un matrimonio a Cana, una città della Galilea. C'era anche la madre di Gesù, e Gesù fu invitato alle nozze con i suoi discepoli. 

Gesù, quante volte hai condiviso  i momenti di gioia delle persone alle quali eri affezionato… La tua voglia di riabbracciare, di sederti e ascoltare le storie degli altri, di conoscere persone nuove con il suono della loro voce udito per la prima volta, di ridere a cuore aperto e di sdrammatizzare le storie di qualcuno degli amici… La musica, le danze, e quella tua capacità di accogliere i sentimenti delle persone e di riscaldarli ancora con l’amore fortissimo che ricevevi da Dio tuo Padre…

 

Ad un certo punto mancò il vino.

Come non hanno più vino? Come si può fare festa se non c'è qualcosa che può mandarti un po’ su di giri, può sgombrarti il cervello dalle preoccupazioni?

Come si fa a stare bene insieme senza qualche " sostanza" che dia sensazioni, emozioni sconosciute, che faccia sentire finalmente diversi, che aiuti a dimenticare quello che non riusciamo ad essere di solito nella vita normale, che faccia cantare a squarciagola?

Leggi tutto

Stampa