Sposarci… solo per amore!

Sposarsi…il matrimonio è la tomba dell’amore. L’unica legge della vita è il desiderio e il desiderio non può legarsi a niente e nessuno: è libero sempre. 

Ma è proprio il desiderio di amare un volto concreto che ad un certo punto ti chiede quasi con prepotenza di diventare una vita sola con la persona che senti di amare.

 

Se il coinvolgimento affettivo cala, se capita un’altra occasione, perché impedirsi di cambiare?

Le emozioni e le sensazioni possono cambiare, ma è troppo bello incontrare qualcuno che vuole bene a te più che ai suoi cambi di umore, che sta attento col cuore a non far calare la tenerezza, che ama la differenza tra il tuo volto, il tuo cuore, il tuo corpo e quello di un altro e che non si fa passare la voglia di amarti!


 

 

Sono solo i cattolici che tirano in ballo l’amore eterno e mettono in mezzo Dio. Che cosa c’entra Dio con l’affetto tra un uomo e una donna? Impegnarsi davanti a Dio per sempre? L’amore è eterno finchè dura, non c’è niente di eterno. Eventualmente si convive…

Io credo con Gesù che l’esperienza dell’amore è il luogo dove scopriamo chi siamo, perché siamo capitati in questo universo, a cosa ci serve la vita biologica. Questo è lampante, naturale, chiarissimo nella nascita e nello sviluppo di una storia d’amore tra un uomo e una donna!

Nel Vangelo di Gesù è scritto che “Dio è amore”: se Dio può essere eterno, allora anche l’amore può essere eterno. Se l’amore può durare, allora essere amati di un amore eterno non è il massimo della vita? 

Se qualcuno sceglie di offrire tutto il tempo della sua vita per stare con me, se io stesso capisco e sento e voglio la stessa cosa, perché dovrei rinunciare alla decisione di darmi tutto senza perdere tempo, senza perdere amore? Perché rimanere nel provvisorio?

 

Il matrimonio lega il sesso all’amore per una persona sola. Nascono troppe complicazioni sentimentali, meglio vivere liberi. 

Per qualcuno amore e sesso sono due cose diverse: l’amore c’è quando c’è, il sesso è un bisogno che c’è sempre, almeno così dicono gli uomini…

Tutti abbiamo bellissime amicizie dove il sesso non c’entra, ma cosa resta del sesso quando il coinvolgimento sentimentale, la responsabilità affettiva sono una fastidiosa complicazione? Mi bolle il sangue all’idea di essere considerato più o meno come la carta igienica…

E poi, all’interno di una relazione di amore sincero tra due esseri umani, cosa resta del sesso quando questo viene castrato, quando un bimbo viene visto come un nemico? 

E se il paradiso del sesso fosse invece la paternità, maternità? 

Mi pare proprio che per poter fare i propri bisogni con chi si ha voglia senza complicazioni bisogna pagare il prezzo di non potersi aspettare amore da nessuno. 

Ma che amore è, che libertà è?

 

Casa, lavoro, un mutuo da pagare, le stesse persone da sopportare, i soldi che non bastano mai, doversi fare carico dei bisogni di altri… Troppe responsabilità, uno per essere felice deve pensare a se stesso, i bisogni degli altri contano solo se coincidono con quelli individuali.

Molti giovani mi raccontano di avere a noia la felicità cercata sfruttando gli altri, usando le persone finchè ti fanno stare bene per poi mollarle nelle discariche affettive.

C’è un’altra felicità, c’è un'altra via per sentirsi amati. 

Passa attraverso la gioia adulta della responsabilità, attraverso la emozione profonda e bellissima di amare l’altro prendendoti cura della sua vita concreta “dietro le quinte”, quella che sta prima del suo essere carino e attraente, in grado di procurare benessere ad altri.

C’è un’altra felicità: viene dal donare gratuitamente l’affetto che può far crescere una persona e la rende capace a sua volta di donare e ricevere amore.

La gioia adulta della responsabilità ha un gusto intensissimo e dolcissimo, riempie la mente e il cuore di chi decide di smettere di fare il bambino viziato, di chi non pretende più di essere servito da tutto il mondo perché lui è “il migliore, il più bello e il più furbo”.

 

Un matrimonio con i figli? Per poi non essere più padrone del tempo, non poter più fare quello che si vuole quando si vuole? I figli fanno rinunciare a troppe cose, eventualmente ci si pensa più avanti…

Sì, i papà e le mamme giovani che conosco mi confermano che i figli costano tantissima libertà…

Ma mi dicono anche che questo costo si paga d’istinto e volentieri, viene quasi naturale pagarlo, quando si è fatta prima una scelta. 

Quando si è scelto di aver voglia di amarsi come coppia senza limiti e confini, quando ci si butta per amore l’uno nell’altra e si coltiva la relazione affettiva di coppia come la cosa più preziosa che si possiede. Allora i bambini diventano un segno di amore.

Allora dedicarsi ai bambini diventa anche un modo per amare chi te li ha donati, chi li ha messi al mondo per amore di te! E poi impari ad amarli per se stessi, come sei stato amato tu da chi te li ha donati!   Quando ami “scegli”, non “rinunci”!

Mi fanno molto pensare i grandi personaggi che hanno conseguito successi formidabili nella dedizione all’azienda come fosse una moglie o un’amante e “dietro le quinte” sono madri e padri in grandissima difficoltà e spesso senza successo…

Questa la chiamano una vita umana felice e realizzata…

Mettere al mondo i figli con il mondo che c’è? Pensiamo a salvare la pelle e a vivere una vita decente noi…

Il mondo non è una vacca da mungere prima degli altri intanto che ce n’è…Il mondo è una casa da costruire, è una famiglia di popoli da far crescere, è una tavola dove tutti possano sedersi.

Morire in occidente vecchissimi, annoiati, ingozzati di tutto, armati fino ai denti e assediati dai popoli giovani e poveri, oppure condividere con questi popoli la passione per una vita decente per tutti, a partire proprio dai bambini?

Sono convinto che la civiltà e la forza di un popolo si misura dalla passione, dalla cura e dalla fiducia che ha nei suoi giovani, nei suoi bimbi!

 

Sposarsi in Chiesa solo per la cerimonia o per non dare un dispiacere ai genitori?

Sposarsi in Chiesa è la scelta chiarissima di imboccare la via dell’amore di coppia secondo il progetto di Gesù Cristo.

Sposarsi in Chiesa significa decidere di aver bisogno del Dio di Gesù Cristo per poter essere felici.

Sposarsi in Chiesa significa decidere di abitare la Chiesa come una casa con le porte spalancate a tutte le famiglie del mondo.

 

Che cosa c’entrano la “cerimonia” e il “dispiacere ai genitori”?

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