Gesù aveva un “bel fisico”?

Diciamo di qualcuno o di qualcuna “dotata”: “Ha proprio un bel corpo!” e intendiamo dire che ha un fisico rispondente ai canoni di bellezza del momento, che è stato/a benedetta dalla natura, a volte solo che ci piace.

 

Una persona ha un corpo o è un corpo?

 

Possiamo dire di Gesù che “aveva un bel corpo”, che “era un bel corpo”? Come si è accorto Gesù del dono del proprio corpo? Come ha “usato” Gesù il proprio corpo? L’umanità di Gesù, il suo farsi uomo, il suo corpo e il suo sangue, la sua carne, l’Incarnazione: che cosa significano queste parole che sentiamo usare così spesso nei discorsi di chiesa?


 

 

Ogni domenica quando facciamo nostro il Credo di Nicea-Costantinopoli (quello con il testo più lungo…) proclamiamo che IL VERBO, cioè COLUI CHE È LA PAROLA : “ Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo; per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo”.

Colui che è la Parola è Gesù Cristo. Egli SI È FATTO CARNE, È DIVENTATO UN UOMO,È STATO UN CORPO perché noi così conoscessimo l'amore di Dio: “Dio ha manifestato così il suo amore per noi: ha mandato nel mondo suo Figlio, l'Unico, per darci la vita.” ( 1 Lettera di Giovanni 4,9 ). 

Colui che è la Parola, Gesù, si è fatto carne per essere nostro modello di santità: “Accogliete le mie parole e lasciatevi istruire da me” ( Vangelo di Matteo 11,29 ). “Io sono la via, io sono la verità e la vita. Solo per mezzo di me si va al Padre.” (Vangelo di Giovanni 14,6 ). 

E il Padre, sul monte della Trasfigurazione, ci dice: “Questo è il Figlio mio, che io amo. Ascoltatelo!” (Vangelo di Marco 9,7 ).

Gesù è per noi il modello delle Beatitudini, Gesù è l’unità di misura della Legge nuova: “Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi” (Vangelo di Giovanni 15,12 ). 

Colui che è la Parola, Gesù, si è fatto carne perché potessimo “partecipare alla NATURA di Dio” (2 Lettera di Pietro 1,4), cioè al suo MODO DI ESISTERE. Spiega San Tommaso d’Aquino († 1274): “L'Unigenito Figlio di Dio, volendo che noi fossimo partecipi della sua divinità, assunse la nostra natura, affinché, fatto uomo, facesse gli uomini dei”.

La Chiesa, riprendendo l'espressione di san Giovanni («Colui che è "la Parola" è diventato un uomo = si è fatto carne» Vd Vangelo di Giovanni 1,14 ), chiama “INCARNAZIONE” il fatto che il Figlio di Dio abbia assunto, abbia scelto e accettato una natura umana per realizzare in essa la nostra salvezza. 

L’Incarnazione resta comunque per noi un MISTERO, un fatto che supera i limiti della ragione e si può capire fino in fondo solo con la forza della Fede.

La Chiesa canta il MISTERO DELL'INCARNAZIONE nell’inno riportato da san Paolo nella Lettera ai Filippesi:  “I vostri rapporti reciproci siano fondati sul fatto che siete uniti a Cristo Gesù. Egli era come Dio ma non conservò gelosamente il suo essere uguale a Dio. Rinunziò a tutto: diventò come un servo, fu uomo tra gli uomini e visse conosciuto come uno di loro. Abbassò se stesso, fu obbediente fino alla morte, alla morte di croce”( Fil 2,5-8 ).

Dello stesso Mistero parla la Lettera agli Ebrei: “Perciò Cristo, quando sta per entrare nel mondo, dice a Dio: Signore, tu non hai voluto sacrifici e offerte, ma mi hai formato un corpo. Non ti piacciono offerte di animali e sacrifici, per togliere i peccati. Allora ho detto: Eccomi, o Dio, io vengo a fare la tua volontà come è scritto di me nel libro della legge”( Eb 10,5-7 ).

 

Capiamo adesso perché la fede nella reale Incarnazione del Figlio di Dio è il segno distintivo, il dato originale e specifico della fede cristiana.

 

L'evento dell'Incarnazione del Figlio di Dio non significa che Gesù Cristo sia in parte Dio e in parte uomo, né che sia il risultato di una confusa mescolanza di divino e di umano. 

Egli si è fatto veramente uomo rimanendo veramente Dio. Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo. 

La Chiesa nel corso dei primi cinque secoli dopo la resurrezione di Gesù ha dovuto difendere e chiarire questa verità di fede contro le prime eresie che cercavano di negare la vera umanità di Gesù (docetismo gnostico) più che la sua divinità.

 

La nostra fede così professa che Gesù è inscindibilmente vero Dio e vero uomo. Egli è veramente il Figlio di Dio che si è fatto uomo, nostro fratello, senza con ciò cessare d'essere Dio, nostro Signore.

 

«Il Figlio di Dio...ha lavorato con mani d'uomo, ha pensato con mente d'uomo, ha agito con volontà d'uomo, ha amato con cuore d'uomo. Nascendo da Maria Vergine, egli si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi fuorché nel peccato»[Concilio Ecumenico Vaticano II (anno 1965), Gaudium et spes, 22].

 

Poiché Colui che è la Parola si è fatto carne assumendo una vera umanità, il Corpo di Cristo era delimitato [Vd Concilio Lateranense (anno 649)], cioè era identificabile e riconoscibile in una singola persona fisica.

 

Per questo nel settimo Concilio Ecumenico la Chiesa ha riconosciuto legittimo che venga raffigurato mediante “venerande e sante immagini” [Concilio di Nicea II (anno 787)]. 

 

In realtà, le caratteristiche individuali del Corpo di Cristo esprimono la Persona divina del Figlio di Dio. 

Questi ha fatto a tal punto suoi i lineamenti del suo Corpo umano che, dipinti in una santa immagine, possono essere venerati (non adorati, come si fa con l’Eucaristia e con la Croce), perché il credente che venera “l'immagine, venera la realtà di chi in essa è riprodotto” [Concilio di Nicea II (anno 787)].

 

Gesù ci ha conosciuti e amati, tutti e ciascuno, durante la sua vita, la sua agonia e la sua passione, e per ognuno di noi si è offerto: “Il Figlio di Dio mi ha amato e volle morire per me.” ( Gal 2,20 ). 

 

Gesù ci ha amati tutti con un cuore umano. Da qui prende origine la preghiera affettuosa rivolta al sacro Cuore di Gesù, trafitto a causa dei nostri peccati e per la nostra salvezza (Vd. Gv 19,34 ).

 

Fra Marcello rileggendo il Catechismo della Chiesa Cattolica nn. 456-478

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