Chi scelgo di essere?

Chi scelgo di essere?Giugno/luglio 2007

L’icona di San Damiano conclude la sua catechesi evangelica presentandoci, come fosse in rilievo, il corpo vivo del Crocifisso Risorto. Il suo sguardo sicuro ci infonde fiducia.
Gesù decide che i suoi apostoli sono “grandi abbastanza” per prendersi la responsabilità di continuare l’opera del Vangelo nella storia, e per “lanciarli” chiede per loro al Padre il dono dello Spirito santo.
Dio in Gesù ha deciso di avere fiducia nell’uomo, e lo Spirito santo mantiene viva questa decisione fino alla fine dei secoli.
Ma come facciamo noi a mantenere nel tempo una decisione? Come facciamo a permanere nella scelta di vita fatta?
Possono aiutarci questi semplici “consigli evangelici”…
I Continuiamo a buttarci, ad investire tutto il cuore, tutta la mente, tutti gli affetti, tutto il corpo, tutto quello che siamo e abbiamo nella scelta fatta.
II Coltiviamo le sorgenti di affetto che danno energia alla decisione presa, curiamo con premura le relazioni umane con le persone coinvolte nella scelta.
III Manteniamo vivo, giorno dopo giorno, il dialogo con il Signore Gesù, condividiamo e confermiamo con lui le ragioni delle scelte fatte.
IV Facciamo memoria spesso della gioia profonda provata dopo aver preso la nostra decisione e ricordiamoci della serenità e della pace che si è così creata nella nostra vita
V Abbandoniamoci fiduciosamente nell’abbraccio di Dio nostro Padre, sapendo che lui non permetterà mai niente che non sia per il nostro bene.
VI Crediamo che le emozioni e i sentimenti “a pelle” non costituiscano un punto di vista affidabile e definitivo per cambiare le decisioni prese.
VII Cerchiamo di vivere una preghiera intensa e sincera: ci renderà capaci di educare emozioni e sentimenti, nel confronto approfondito con la nostra intelligenza e con la nostra libertà. Emozioni e sentimenti non possono rubarci la libertà imponendo la loro sottile dittatura.
VIII Impariamo a resistere nella fatica, nella prova, senza rinnegare le scelte fatte perché è arrivata la notte. Solo quando sarà tornata la luce potremo capire dove siamo arrivati e in che direzione proseguire.
IX Crediamo che per amore ha senso pazientare, attendere, sopportare, perseverare nella fedeltà.
E gli imprevisti? Scrive C. M. Martini: «Dio non permetterà mai niente che non sia per il nostro bene. Si tratta di un fortissimo atto di fede che è coinvolto nelle grandi scelte della vita: non scelgo in quanto sono matematicamente certo e profeta sul mio avvenire (non so quanti saranno i miei anni, come andrà la mia salute, non conoisco gli incontri che farò, ciò che mi accadrà), bensì perché credo di essere nelle mani di Dio e se, da parte mia, ho onestamente compiuto il lavoro del discernimento, posso giocarmi con gusto e tranquillità».(ID., Conoscersi, decidersi, giocarsi, Ediz. AdP 2005).
Chiediamo a Dio che il nostro amore aumenti sempre di più in conoscenza e in sensibilità, in modo che sappiamo prendere decisioni giuste e mantenerle nella gioia e nella pace (cf. Fil 1,9-10)!


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