Chi sono io?

Chi sono io?Febbraio/marzo 2007

Proseguiamo nel cercare risposte alle domande fondamentali del percorso vocazionale che ogni giovane è chiamato a compiere se vuole entrare nella vita da adulto. Dopo esserci chiesti insieme a Francesco di Assisi: “Chi sei tu, Dio?”, ci poniamo la seconda domanda: Chi sono io?
Vogliamo condividere questo interrogativo con i personaggi che nell’icona del Crocifisso di San Damiano compaiono sul fianco destro di Gesù: Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e il Centurione. Quest’ultimo dall’autore dell’icona è forse identificato erroneamente con l’ufficiale romano al quale Gesù guarì il figlio (Gv 4,46-54). Egli alza gli occhi verso il volto di Gesù e possiamo
mettergli in bocca la nostra domanda: “Se TU sei davvero Figlio di Dio, IO chi sono?”
Maria Di Magdala e l’altra Maria sembrano ricordarsi anche a gesti i fatti di cui sono state testimoni. Avevano osato stare vicine a Gesù fino alla fine, lo avevano visto morire, morire davvero. Avevano vegliato sul suo corpo deposto dalla Croce. Avrebbero voluto prendersi cura di Gesù, lavarlo, baciarlo, accarezzarlo… e invece lo avevano visto mettere in fretta e furia dentro una tomba.
Ma è accaduto che la Maddalena in quel mattino di gioia ha potuto stringere con tutte le sue forze la persona viva, il corpo vivo di Gesù risorto! Ritorna ancora più forte la domanda: “Di fronte a te, Gesù risorto con il tuo vero corpo, chi sono io con il mio corpo?”
Potremmo rispondere che io sono un tutt’uno di corpo, affetti, spirito, sensazioni, signifi cati, anima, bisogni, relazioni…
Scrive il Cardinal Martini in un suo piccolo e bellissimo testo che vi consigliamo: “Chi sono io? La risposta che do corrisponde a come comprendo il mio corpo, primo luogo di conoscenza di me e degli altri. Da sempre l’uomo si interroga su di sé, sul proprio corpo. È il mio corpo, eppure posso riflettere su di esso, quasi mi fosse estraneo. Sembra che abbia molte voci segrete, voci che vogliono dirmi qualcosa su di lui e su tutto. Il mio corpo vive l’avventura del nascere e del morire, del crescere e del decadere, del mangiare, dell’incontrare, dell’amare. La mia storia, i miei desideri, le mie gioie e i miei dolori, le mie speranze e le mie attese, le mie delusioni, le mie vittorie e le mie ferite… sono tutte iscritte nella mia carne. Mi viene la tentazione di dire: io sono il mio corpo. Ma poi sento che, di fatto, dico: io ho un corpo. E questa ricchezza crea confusione“ (C. M. MARTINI, Sul Corpo - Centro Ambrosiano, Milano 2000 pp. 35-36).
Le pagine che seguono possono aiutarci a guardare con occhi nuovi il nostro corpo e ci suggeriscono un´attenzione particolare con la quale vivere il tempo della Quaresima che ci sta davanti.
Ringraziamo il Signore per il dono del nostro corpo, vivendo nell’attesa di poter riabbracciare Gesù Risorto con il suo vero Corpo il mattino di Pasqua!

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