Sguardo

SguardoNovembre/dicembre 2005

Sguardo è ricerca, è incontro o scontro; sguardo è scoperta meravigliosa di una nuova vita. Lo sguardo non è mai vuoto se lo si cerca. Come la parola che, detta o ascoltata, non è semplice carrellino per portare a spasso i nostri concetti ma il nostro avvicinarci ad una verità; come ogni gesto nella sua grazia racconta l’anima di chi si muove verso di me; così lo sguardo che ne incrocia un altro è già comunicazione e insieme alla parola e ai gesti costruisce quel miracolo, tutto dell’uomo, che è la relazione! Lo sguardo apre, la parola ascoltata raccoglie, la parola detta risponde e il gesto si impegna perché tutto questo non sia un soffi o, ma resti e diventi riferimento per il domani.
Zaccheo che cercava di vedere Gesù e il suo sguardo su di lui; Francesco che viaggiando per la sua anima inquieta si trova di fronte allo sguardo del crocifisso nella chiesetta di san Damiano. A casa tua; nella tua carne: la fede certo non è una questione da bibliote-ca!
L’esperienza della fede… o meglio la fede diventa esperienza nell’aprirsi di uno sguardo che sa riconoscere i tratti di quel volto, che impara a riconoscere lo spezzare di un pane, che riconosce la vita che passa nel gesto di chi si prende cura di noi.
L’esperienza della vita… o meglio la vita diventa esperienza nell’aprirsi di uno sguardo che riconosce un altro davanti a me che mi cerca o semplicemente mi interpella; oppure mi aspetta e allora il dono si trasforma in compito, missione… vocazione!
E Dio? Bestemmiato come il grande assente dalla storia, quella dei poveri, quella che fa male, dove mai lo troverò? Come mai potrò a lui chiedere conto di me, almeno della mia di storia? Chi sei?
Natale. È successo e noi lo ricordiamo con affetto ogni anno. È successo, così strano: due occhioni, testa grossa, niente parole e piedini cicciotti. Bello, ma… io cercavo… e ci in-ciampo. Una corona -di spine- e una croce. Non è bello, perché io speravo… e ci inciam-po.
Verso Dio l’uomo ha le porte aperte, perché è Lui che consegna sé stesso all’uomo, glielo affida “a casa sua”, nelle sue mani.
E questa “casa mia”, il mio umano guardare, ascoltare, parlare, fare; proprio questo sco-pre di avere a che fare con la verità in sé, con la vita nel suo sorgere, con Dio.
Forse siamo sempre un po’ ambiziosi nel voler affrontare in poche pagine scorci di vita così vasti. Ci proviamo, almeno a… aprire gli occhi appunto.
fra Daniele

in questo numero:
altro che polli (Stefano)
lo sguardo nell´amore e nella sofferenza (Ivo Lizzola)
Guardare in profondità (fra andrea Cova)
"Dio ti vede", "fissatolo lo amò" (fra Paolo Corradi)
Guardare o vedere (fra Francesco Calloni)
Del guardare di Francesco (fra Paolo Giavarini)
I poveri una pro-vocazione (Sara)
Missiona a Tradate (Marta e Marco)


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