Gioia e dolore

Gioia e doloreGennaio/febbraio 2005

L’efficienza spesso non è amica della bellezza, senz’altro non della profondità. E se Caravaggio avesse avuto una tavolozza tutta arancione? Beh, forse lui sarebbe riuscito a inventare qualcosa di speciale anche in “monocromo”. La vita normale però ha altre leggi per costruire immagini che raccontino le profondità degli spazi e dell’anima.
Una vita a inseguire la perfezione … e cammina, cammina ci accorgiamo che spesso confondiamo la perfezione con l’essere primi e davanti agli altri; ma soprattutto che nella vita il “perfetto” non è una condizione, uno status che si possa conquistare una volta per tutte. Non esiste una perfezione statica … monocromo; è illusione esteriore.
Lasciamo allora il secchio di vernice per pitturare il cancello di casa e prendiamo in mano la nostra tavolozza! Non saremo Caravaggio, ma sapremo dare forma ai nostri chiaroscuri in cui si intrecciano luci gioiose e dolorose ombre. Ecco il perché della “e”; il confine sfumato tra la luce e l’ombra che, solo, offre lo spettacolo della profondità. Gioia e dolore; salute e malattia; festa e sballo i colori che si intrecciano nella vita di ciascuno in modo unico. Maturità è imparare pazientemente a usarli tutti; è godere della gioia per non annegare nel dolore.
Le riflessioni che seguono non possono e non vogliono essere più che veloci schizzi; bozze per un lavoro che resta tutto tuo!
(fra Daniele)

In questo numero:
- Gioia & dolore(Andrea Zanelli)
- Chiamati alla gioia (fra Marcello)
- Quando si è giovani (fra Paolo Corradi)
- Segnalibro (Brano tratto da "Pronto Dio, sono Anna", Fynn, Sei, 1977)
- Nel profondo (fra Paolo Giavarini)


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