Ahi, ahi, che male!

Mancanza d’amore

Il peccato è una mancanza contro la nostra ragione, la verità, l’onestà della coscienza retta: ferisce la profondità dell’uomo e rompe il legame d’amore che unisce tutti gli uomini.

pag10-11shutterstock_91126889È esperienza comune costatare che, nel dialogo tra chi dona e chi riceve amore, si verificano dei vuoti, delle mancanze d’amore che fanno soffrire. 

Questi vuoti, queste mancanze d’amore si verificano anche all’interno del profondo legame dell’uomo con Dio: la Bibbia le chiama “peccato-peccati”.

Possiamo quindi accorgerci di cosa sia il peccato solo all’interno della relazione con Dio riconosciuto come Primo Amore, dal quale siamo stati voluti e creati.

La possibilità del peccato riguarda allora tutta intera l’esperienza della relazione d’amore con il Signore: dunque non primariamente, e meno che mai esclusivamente, l’ambito del sesso.

Ci accorgiamo che la nostra volontà di amare ha in sé una ferita, una debolezza che ci ritroviamo dentro anche senza volerlo. Sappiamo che cosa è bene, quali sono le scelte giuste secondo l’amore, ma ci troviamo spesso ad agire al contrario, o a scendere a compromessi. 

Questa ferita è conseguenza della diffidenza nei confronti di Dio che portò l’uomo fin dal principio a non fidarsi di Dio come Primo Amore. Questa “prima caduta in amore”, raccontata dalla Bibbia nel libro della Genesi, è quell’evento che la nostra fede chiama “peccato originale”.

La Bibbia ci dice che a causa di questa “sfiducia originale” nei confronti di Dio la morte entra nella storia dell’umanità. 

Ma ci annuncia anche che all’universalità del peccato e della morte si contrappone l’universalità dell’amore fedele di Gesù che ci guarisce, ci salva e ci rimette nella giusta relazione con Dio.

Rimanere in questa giusta relazione con il nostro Creatore richiede una “lotta d’amore”: siamo chiamati a rimanere nella unione gioiosa con lui e a resistere alla tentazione di diffidare ancora. Dio ci è vicino in questa lotta e ci sostiene con la forza del suo amore, che chiamiamo Grazia.

Ma perché Dio non ha impedito all’uomo di peccare? “[Dio permette, infatti, che ci siano i mali per trarre da essi un bene più grande. Da qui il detto di san Paolo: “Laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia” (Rm 5,20). E il canto dell’Exultet: “O felice colpa, che ha meritato un tale e così grande Redentore!” (CCC n. 412).

La possibilità di rimanere uniti a Dio nell’amore ci è stata donata con il nostro Battesimo. Con questo evento, che è il primo Sacramento, siamo stati inseriti in Gesù, il volto d’amore di Dio fatto carne.

In Gesù siamo stati accolti dal Padre come figlie e figli amatissimi. Con il Battesimo quella prima caduta in amore ci viene perdonata.

Ma, per la nostra fragilità, la “lotta d’amore” continua. E se ci capita ancora di mancare in amore, Gesù ci dona il perdono del Padre offrendo per noi il suo corpo e il suo sangue “per la remissione dei peccati”. Per questo l’Eucaristia che celebriamo nella Messa ci commuove e ci sconvolge.

Nella persona di Gesù non c’è più limite all’offerta del perdono e della fiducia nuova da parte di Dio!

Questa offerta di perdono e di fiducia è disponibile per noi nella Confessione: possiamo lasciarci dire la verità da Gesù, riconoscere e chiamare per nome i nostri vuoti d’amore. Ci accorgiamo, come accade in ogni relazione umana, che possiamo aver mancato in piccole cose o possiamo anche aver fatto soffrire profondamente la persona che amiamo, Dio che amiamo. 

Ci sono peccati che graffiano lievemente (li chiamiamo veniali), ci sono peccati che possono fare molto male e ferire mortalmente (li chiamiamo mortali). 

Una mancanza di amore fa molto male quando va contro i Comandamenti, come ricorda Gesù al giovane ricco (Mc 10, 19), quando viene scelta con piena consapevolezza e in totale libertà. 

Il peccato si rivela come una mancanza contro la nostra ragione, che sa riconoscere le esigenze dell’amore, contro la verità, contro l’onestà della coscienza retta. Il nostro peccato ferisce anche l’identità profonda dell’umanità e rompe il legame d’amore che unisce tutti gli uomini. Ferisce il cuore della Chiesa e contribuisce a incrementare il male del mondo.

Ma l’amore di Dio, Gesù, è sempre più grande del nostro peccato, di ogni peccato. 

Se amiamo sinceramente, ci accorgiamo quando abbiamo fatto soffrire la persona amata, il Dio cha amiamo. 

Proviamo un dolore dentro che ci porta a riconoscere il male causato: questo è il “pentimento” che rende autentica la richiesta di perdono e commuove il cuore di Dio. E così Dio si scioglie e ci dimostra tutta la sua potenza, quando allarga le sue braccia e ci dona il suo perdono.

Stampa