Ahi, ahi, che male!

Poche chiacchiere più parola - Passo falso

Allora Pietro cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell’uomo!». E subito un gallo cantò. E Pietro si ricordò della parola di Gesù, che aveva detto: «Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». E, uscito fuori, pianse amaramente.
(Mt 26,74-75)

pag03-shutterstock_6103225_18Aveva espresso assoluta fedeltà, eroismo pure, qualche azione violenta; infatti aveva staccato un orecchio con un fendente a uno dei soldati del Sinedrio. Lui non conosceva debolezze di sorta. «Gesù non cominciare a parlare di croce o di condanna. Non ti capiterà mai, almeno finché io sarò al tuo fianco!». Tutto d’un pezzo era sempre. Sapeva trascinare gli altri, era il primo a capire Gesù e a leggergli nel pensiero. Gesù gli aveva riempito la vita, lo aveva tolto da una esistenza grama di pescatore, da un ambiente adattato troppo al tran tran quotidiano. Lui aveva risposto lasciando famiglia e azienda. Con questo Gesù finalmente si può tornare a sperare! Aveva reagito con stizza e pensato sicuro che non ci sarebbe stato nessun canto del gallo a segnare una sua pur minima defezione.

Invece una buccia di banana ha fatto crollare ogni sua sicumera. Il male non cede alle nostre false sicurezze, non teme la boria di nessuno, nemmeno del primo papa, del primo tra gli apostoli. Bastano due donne di un cortile per fare uno sgambetto e buttare un uomo irruento, deciso nelle braccia del male. Almeno Giuda ci era arrivato con determinazione, aveva calcolato il suo tradimento con cura, con furbizia, aveva sconfitto in sé tutti i sentimenti più belli di amicizia. Era insomma riuscito in un intento che covava da tempo nel suo cuore: aveva capito che Gesù non lo portava da nessuna parte e si è preso la rivincita.

Pietro invece crolla di netto passando dalla sicurezza di un amore incondizionato a un tradimento assurdo. Mentre Gesù stava subendo ogni sorta di angheria e di sofferenza, lui lo ha abbandonato a se stesso sicuramente nel suo cuore. 

Immagino quando gli occhi di Gesù hanno incrociato quelli di Pietro, quando in cerca degli amici si è imbattuto su uno sguardo di disperazione, su lacrime di sconforto e di delusione. Il canto di quel gallo non solo annunciava un nuovo giorno, quello definitivo della passione di Gesù, ma anche la consapevolezza di un tradimento, di una immane fragilità, di una sconfitta di ogni volontà di bene

Eppure Pietro sa che Gesù è un grande amico, non si dà ragione di quello che ha fatto, ma si affida non più alle sue sicurezze, ma proprio perché è nel massimo della debolezza si affida a Gesù. «Tu solo hai parole di vita, tu mi puoi tirar fuori da questa mia infedeltà e tornare a farmi sperare nel tuo amore. Ho già sperimentato tante volte la tua bontà, non guardare alle mie promesse, ma alla tua grande capacità di farmi tuo. Con che coraggio andrò a confermare i miei fratelli? Solo con quello che il tuo perdono mi farà rinascere, basta che non metta mai più me al centro. Tu solo sei il centro della mia vita e di ogni vita!».

Stampa