Casa, dolce casa

Come Francesco - Venuto a portare la spada

Per anni aveva vissuto anche in funzione dei suoi genitori, della sua famiglia. Poi il Signore gli aveva afferrato il cuore e lui lo aveva seguito, per sempre.

pag04 shutterstock 86412541 10La ruota urla sotto il carico come un vitellino trascinato al macello. E come un vitello piange Francesco. I grossi sassi che gli hanno donato per San Damiano sono più leggeri dei macigni gettati nel suo animo dalla donna. Lui era lì che gridava «Chi mi darà una pietra avrà una ricompensa, chi due pietre due ricompense», quando lei era comparsa: un marmo squadrato tra le mani, un pugnale affilato in gola. Occhi severi avevano scaricato il masso greve nella carriola e labbra gelide avevano affondato parole taglienti nell’intimo. «Come sei bravo, Francesco di Pietro di Bernardone e madonna Pica! Che ripari gli oratori diroccati! Peccato tu prenda a picconate la casa di tuo padre, il cuore di tua madre! Mentre medichi i lebbrosi nelle selve, ricordati delle ferite che hai inferto alla tua famiglia, delle lacrime, della vergogna… Con quello che han fatto per te…!». Poi se n’era andata scuotendo il capo e lui era rimasto lì bocca riarsa, anima a brandelli.

Era ritornato così alla chiesupola, ogni passo un singulto. Ora sperimentava le parole del Vangelo: «Sono venuto a portare la spada: d’ora in poi sarà figlio contro padre… Lascia che i morti seppelliscano i loro morti… Chi non odia suo padre e sua madre, non è degno di me…». Paradossi certo, ma rimandanti a una scelta reale di cui ora trangugiava il prezzo. 

Amava i suoi genitori, sebbene li avesse lasciati. Ne era certo: li aveva sempre amati. Per anni aveva vissuto anche in funzione di coloro che l’avevano generato: aveva guadagnato denari e denari calcando le orme paterne della mercanzia e con l’avventurarsi alla crociata nelle Puglie aveva tentato di accrescere il lustro della sua gente, rincorrendo l’onore di un titolo nobiliare. Poi attraverso il disgusto di sé e la malattia, il Signore gli aveva afferrato il cuore e aveva iniziato dietro di lui il percorso che aveva prodotto tanta gioia ed entusiasmo in lui, Francesco, ma tante lacrime e sospiri dagli occhi della dolce madre, tante urla e percosse dalla rabbia del fiero padre. Li amava e farli soffrire lo prostrava… Eppure sapeva che indietro non poteva tornare. Forse un giorno avrebbero capito, sperava. Certo non faticava a comprendere che oggi – per loro – doveva essere dura. Ora era tempo di separazione, di domande che restavano senza possibilità di risposta alcuna, di visi lunghi e tetri silenzi. Abbracciare il suo Dio aveva anche questo costo. Certo Gesù aveva detto pure: «Chi avrà abbandonato padre, madre, fratelli… per causa mia riceverà cento volte tanto e la vita eterna». Ma oggi quelle parole proprio non lo consolavano.

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Fotografie immagine di pagina 5 del pittore Umberto Gamba; immagini stock da Shutterstock.