Casa, dolce casa

Poche chiacchiere più parola - La famiglia di Gesù

Sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». (Lc 2,48)

pag03 shutterstock 83138053Anche Gesù ha voluto vivere in una famiglia, con papà e mamma, un nucleo familiare anche più grande come erano le famiglie patriarcali del tempo. Dio, per vivere il suo piano di immedesimazione nella vita umana, ha costituito una famiglia, che segue la vita normale di un popolo. 

Gesù, prima che scatti il tredicesimo anno che lo iscrive al mondo adulto, partecipa coi suoi genitori al pellegrinaggio verso Gerusalemme. Sappiamo cosa è successo. Il solito incidente delle gite: si sarà fermato all’autogrill, sarà con suo padre… chi riesce a star dietro a questi ragazzi di oggi, svegli, spesso indisciplinati, incapaci di stare un po’ con i propri genitori, sempre a giocare e a fare scherzi? Disperazione sul volto dei genitori, ansia, ricerca spasmodica: chi l’ha visto per ultimo? Dove era? Poi il cammino a ritroso, il ritrovamento, lo stupore - il ritrovato è sempre più calmo di quanto si pensi -: Gesù sta insegnando ai dottori del tempio. Quattro parole dette tra i denti, due dette davanti a tutti e un’affermazione solenne, troppo solenne di Gesù chiudono l’incidente. Il ritorno a Nazaret fa balenare la ripresa di una vita di famiglia normale, che aveva avuto in questo episodio uno squarcio di mistero. Non compresero. 

Maria qui piega la storia del piccolo gruppo di pellegrini al suo centro, che non era Gerusalemme, ma Gesù; Giuseppe è la sicurezza e la forza nelle difficoltà come ogni padre… Una famiglia come tutte, con i problemi di tutti, con al centro Gesù, il mistero che si rivela. E Maria quando lo vede gli racconta tutta la sua ansia, la sua ricerca, il suo affanno, il suo non capire, proprio come i discepoli di Emmaus – è chiaro il parallelo tra questi tre giorni e quelli di attesa della risurrezione -. E, tra le prime parole di Gesù che ci sono riferite nei vangeli, ecco la bellissima parola: padre, abbà. È venuto al mondo per questo, per dirci che Dio è Padre.

Maria e Giuseppe non hanno capito ancora tutto il futuro di Gesù, come è difficile per noi entrare nel suo ordine nuovo di idee, di sentimenti, di slanci e di azioni: ma ci indicano la strada da percorrere. Stanno con Gesù, e custodiscono ogni parola come un seme: quel seme gettato larghissimamente dal Seminatore trova nel cuore di Maria e di Giuseppe, la possibilità di svilupparsi. 

Da Giuseppe e Maria Gesù ha imparato a essere abbracciato e baciato, allattato e amato, a toccare e parlare, giocare, camminare e lavorare, a condividere i minuti, le ore, le notti e i giorni, le feste, le stagioni, gli anni, le attese, le fatiche e l’amore dell’uomo. Ha imparato le parole della Torah, della legge, le preghiere a Dio, di cui non si poteva pronunciare il nome e che lui sentiva come papà. A Nazaret Gesù con Maria e Giuseppe ha imparato a essere uomo

Una famiglia così ce la auguriamo tutti e la invochiamo da Dio per tutti i ragazzi, per voi giovani, che non siate costretti a cercare nella droga la risposta alla carenza della figura del padre o della madre, del clima d’amore di una famiglia.

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Fotografie immagine di pagina 5 del pittore Umberto Gamba; immagini stock da Shutterstock.