Ne vale la pena

Senza pentimenti

Di fronte a Gesù, vivo adesso nella sua Eucaristia, ci è data la possibilità di offrire a lui, con tutto l’amore di cui siamo capaci, la nostra libertà.

pag10-11_shutterstock_91918331Imporsi uno sforzo, una rinuncia a qualcosa o a qualcuno, sacrificarsi per strappare a Dio “una grazia”… 

Un dio che “si lasciasse corrompere” dall’uomo, a prezzo di sofferenze autoinflitte sadicamente, non sarebbe amante dell’umanità e non potrebbe esistere.

Noi cristiani parliamo di sacrificio solo guardando a Gesù Cristo.

Gesù sceglie di offrire la propria vita per amore di tutti gli uomini e di tutta la creazione: questo è l’unico e definitivo sacrificio che il cristianesimo conosce e accetta.  

Con il suo dono d’amore senza pentimenti, fino alla fine, Gesù prende su di sé e toglie di mezzo il peccato, cioè il vuoto d’amore del mondo. Gesù rimette di nuovo l’uomo nel giusto rapporto con il Padre suo, spegne nel proprio sangue versato liberamente sulla croce tutto l’odio della storia. 

Lui, il Figlio amato del Padre, tutto uomo e tutto Dio, mostra all’umanità e all’universo intero quanto e come Dio ama: fino a donare senza paure, senza pentimenti tutto se stesso nella persona di Gesù. Tutto Dio si è offerto sulla Croce nella carne di Gesù Cristo.

Questa pienezza smisurata di amore ha cancellato ogni nostro peccato. L’amore di Dio è più forte del peccato di tutti gli uomini, di tutta la storia, di tutto l’universo!

Nessun “superuomo”, nessun mistico sarebbe stato in grado di assumersi la responsabilità dei vuoti d’amore di tutta la storia: da un punto di vista puramente umano, questo carico si rivelerebbe un peso insostenibile. Ma Gesù non è solo un uomo: è nella stessa persona il Figlio di Dio, “che supera e nel medesimo tempo abbraccia tutte le persone umane e lo costituisce Capo di tutta l’umanità”. Questa identità rende possibile il suo sacrificio redentore per tutti.

Questo sacrificio, questo dono d’amore di Gesù è unico: compie e supera tutti i “sacrifici”. Ogni altro tipo di “sacrificio” non ha più senso, non può più essere fatto a nome di Dio.

Gesù dice «sì» al Padre che gli propone la prova d’amore folle della Croce: ascolta il Padre, condivide drammaticamente il suo disegno, gli “obbedisce”.

E così Gesù sostituisce la sua obbedienza alla nostra disobbedienza delle origini. Gesù mostra al Padre fino a che punto un essere umano può spendersi per amore: questa è la “soddisfazione” che dona al Padre suo.

Nel suo sacrificio d’amore Gesù ci ha pensati tutti, singolarmente: a ciascuno offre il suo amore crocifisso.

Lo offre gratuitamente, senza pretendere o imporre nulla.

Gesù ha chiamato i suoi discepoli e chiama noi oggi a lasciarci investire dal sacrificio d’amore della sua croce e ci offre la possibilità di partecipare con lui al suo stesso dono, insieme a Maria che più intimamente di qualsiasi altra persona è stata unita a lui nella Passione.

Per noi, partecipare con lui al suo stesso dono è possibile quando celebriamo l’Eucaristia. Facciamo memoria della Passione-morte-risurrezione di Gesù, e questa diviene presente: il sacrificio che Gesù ha offerto una volta per tutte sulla croce rimane sempre attuale, ci abbraccia e ci coinvolge adesso.

Il sacrificio di Gesù e il sacrificio dell’Eucaristia sono un unico sacrificio, un unico dono d’amore senza pentimenti, senza paure, senza calcoli e senza limiti.

Di fronte a Gesù, vivo adesso nella sua Eucaristia, si svela la nostra vocazione: la possibilità di gettare il nostro cuore nel suo, di lasciarci completamente riempire da lui, di offrire a lui, con tutto l’amore di cui siamo capaci, la nostra libertà. 

La sorgente più intensa e vera della voglia di vivere sta proprio nel chiedere al Signore Gesù che renda capaci anche noi, con lui, di “offrire il nostro corpo e versare il nostro sangue” in sacrificio d’amore per tutta l’umanità e tutto il creato.

Questo è lo stato adulto della vita cristiana, e in fondo di ogni vita umana.

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Fotografie immagine di pagina 5 del pittore Umberto Gamba; immagini stock da Shutterstock.