Ne vale la pena

Visto da me - Cosa vale la mia pena?

Un sacrificio è vero, se spinto dall’amore, dal dono gratuito di sé. E solo così
è comprensibile, accettabile, vivibile.

pag09_shutterstock_33120097_20Perché mi devo sacrificare? Mi conviene? Se è un dovere imposto dagli altri e non spontaneo? Se è una privazione volontaria e un dono gratuito di se stessi agli altri?

Al giorno d’oggi, siamo abituati a ottenere tutto e subito senza troppa fatica e sacrifici. La situazione sociale attuale e i media hanno portato ad una visione un po’ distorta: il sacrificio viene presentato come una rinuncia materiale per raggiungere un sogno o un obiettivo, che spesso è finalizzato al benessere economico.

In questi ultimi anni, e soprattutto negli ultimi mesi, la parola sacrificio è accostata alla parola crisi. Il presidente del consiglio Mario Monti recentemente ha chiesto “sacrifici a tutte le componenti del paese”, per evitare il collasso dell’economia e garantire un futuro alle nuove generazioni.

Come si può riuscire a sopportare un sacrificio imposto?

Incontrando parenti, amici e conoscenti, ci si imbatte spesso in situazioni di precaria stabilità.

Giovani che decidono di iniziare una nuova vita e costruirsi una famiglia affrontando rinunce sia di vita, che economiche.

Padri che hanno tre lavori e sono costretti a rinunciare alla vita di famiglia per riuscire a pagare le bollette e dar da mangiare ai propri figli.

Famiglie che si privano di tutto quello che possono avere pur di mandare i figli all’università.

Giovani e meno giovani che donano il loro tempo libero e un sorriso ad anziani, diversamente abili, poveri, bambini ed emarginati.

Tutti questi e molti altri sono veri sacrifici, tutti collegati dal filo rosso dell’amore, del donarsi gratuitamente, che alimenta il senso del sacrificio. Senza l’amore, il dono di se stessi sarebbe una “semplice” rinuncia alle comodità e una privazione senza senso.

Capita spesso che i sacrifici che si stanno compiendo o si dovranno compiere siano un dono di sé a persone che, agli occhi di molti e di noi stessi, forse non meritano questo regalo… e trovare l’amore in questo donarsi è molto complicato e spesso impossibile. 

Benedetto XVI ci indica che “col dono del calice il Signore ci dona il vero sacrificio. L’unico vero sacrificio è l’amore del Figlio”. Gesù si è donato gratuitamente e con amore a tutti gli uomini, giusti e non giusti. 

Prendendolo come esempio, ci insegna che indipendentemente da chi riceve il dono gratuito, persone giuste e meno giuste, e dal tipo di sacrificio, imposto o volontario, se vissuto nell’amore verso gli altri e verso Dio, vale davvero la (mia) pena.

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Fotografie immagine di pagina 5 del pittore Umberto Gamba; immagini stock da Shutterstock.