Fuori il nome!

Il mio nome nel Suo

Quando si incontra una persona che decide di spendere la sua giovinezza in una consacrazione religiosa, in genere, i pensieri sono due: o è fuori di testa, oppure si tratta amore vero! Suor Erika Guaragni, fidatevi, un po’ fuori di testa lo è, ma non da ricovero… quindi darei per buona la seconda ipotesi.

 

pag14 shutterstock 4880149Cosa è per te l’amore? Cosa era per quella ragazza di 25 anni che ha scelto di diventare Suora Operaia 5 anni fa?

«Ti amo» era il tipo di frase che non avrei mai voluto pronunciare. A 16 anni, come un piccolo Buddha, mi sembrava di aver capito la prima nobile verità: l’amore non esiste. Tutti ne parlano, in televisione raccontano solo storie d’amore improbabili, i ragazzi dicono amore ma pensano altro. Insomma, pessimismo e fastidio! Dopo quest’illuminazione arrivai alla seconda nobile verità: Dio non esiste. Anche lui era stato cancellato dal mio vocabolario.

 

Però…?

Però un giorno è successo ed era qualcosa di più di un sentimento passeggero, non mi era semplicemente “partito l’ormone”, non era primavera! Prima imbarazzante verità: sono innamorata e non posso nasconderlo, giro con un sorrisino ebete stampato in faccia. Seconda nobile verità: devo usare quella parola di cui forse il mondo ha perso il significato, ma che sento che per me è vera, profonda, tanto da cambiare tutto della mia vita. L’ho detto. «Io ti amo»… e niente è più come prima! 

 

Hai scoperto l’amore. Ma Dio…?

Anche con Dio è stato così. Sapevo che, se a quel Dio che negavo fosse venuto in mente di esistere, mi avrebbe compromesso troppo per i miei grandiosi piani. Ad un certo punto però le domande erano troppe e troppo pesanti. Che senso ha la vita? Perché le ingiustizie? E le sofferenze? E la morte? Chi avrebbe potuto rispondermi? Dovevo rivolgermi al “peso massimo”. E così mi uscì dopo tanto tempo quella parola, con tanta rabbia, quasi come un grido: «Dio». Pesava tanto, come i macigni che portavo nel cuore. «Dio, dove sei?». E, come per quel «ti amo», ho sentito la mia vita cambiare. Perché? Perché di là c’era qualcuno. Non parole vuote al vento, ma relazione autentica. 

 

E cosa gli hai detto?

Mi pare sia andata più o meno così: «Gesù, sono io, la rokkettara rivoluzionaria che dice che non sei vero. Ma persone vere mi hanno detto che lo sei. E io sono tanto falsa che quasi non so chi sono».  La risposta inaspettata è tipica di chi sa amare: «Erika…». Spiazzata. Dio mi chiama per nome, e niente è più come prima! 

 

Quindi hai avuto qualche visione…?

Ma nooo: non ho le visioni, non sento le voci! Queste due frasi possono riassumere anni di crescita in un rapporto dove chiamarsi per nome, in modo autentico, è necessario per amarsi sul serio. Ogni giorno mi sento chiamata e amata, da un Dio che non fa altro che donare il suo amore. Braccia spalancate, cuore squarciato, pane spezzato. Qualcuno può offrire di più? Mia mamma mi ha detto che l’erica è un fiore forte, che si aggrappa alla roccia. Ecco la mia strada disegnata fin dalla nascita. Aggrapparmi alla Roccia. Il mio nome, nel Suo. 

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Fotografie immagine di pagine 10-11 del pittore Umberto Gamba; immagini stock da Shutterstock.