Uno, basta

Come Chiara - Ricomincio da t(r)e

Poiché per divina ispirazione, vi siete fatte figlie e ancelle dell’Altissimo sommo Re, il Padre celeste, e vi siete sposate allo Spirito santo, scegliendo di vivere secondo la perfezione del santo vangelo, voglio e prometto di avere sempre di voi come dei miei frati, per mezzo mio e per mezzo loro, cura e sollecitudine speciale (cf. FF 139 e FF 2788).

pag10-11 DEUS MEUS ET OMNIA 2012Questa è la cosiddetta Forma di Vita che Francesco scrive per Chiara e le sorelle e che Chiara stessa riprende pari pari nella Regola (cap. VI dal titolo – che è tutto un programma – Del non avere possessi).

Ed è il nostro - di sorelle povere, cioè - primo (unico, vero, solido) comandamento. Incredibilmente impegnativo, no?. Beh, provate a rileggervi un poco ‘ste righe e ditemi se non sono impegnative!?

Non vorrete per caso sorvolare sulla divina ispirazione, vero? È una cosa piuttosto pesante! Non vi ricorda niente? Non è che forse pensate a quando Dio ha soffiato la prima volta ed è nato l’Adàm? É come una nuova creazione questa! Il suo Spirito arriva (ma anche noi un po’ ci si è messe sulle sue rotte“mettersi sulle rotte dello Spirito” vuol dire semplicemente stare come battezzati nella vita, niente di più, ma neanche niente di meno: questo mi sembra anche essere autenticamente alter-nativi! con audacia, ingenuamente, pazzamente…) e – noi più lo Spirito santo – scegliamo di vivere secondo la perfezione del santo vangelo. Una specie di seconda creazione, appunto, dove noi ci facciamo figlie e ancelle, proprio perché -e grazie al fatto che- ci siamo sposate allo Spirito santo. 

Lo sapete vero che cosa significa sposarsi? Se cercate la radice della parola italiana, trovate che ne ha una in latino - e significa promettere fedelmente, giurare – e una in greco – concludere solennemente un patto... brindando! –. Come a dire che, entrando in patto con lo Spirito, scegliamo di essere immesse in quelle relazioni che il battesimo ci offre, fin dall’inizio: la relazione filiale e quella rappresentativa (ancella, serva è rendersi disponibili a lasciare che Dio compia, attraverso di noi, la sua missione d’amore, una forma di mission impossible nel mondo!). 

Insomma: scegliendo di vivere del Vangelo, noi ricominciamo dai Tre, come figlie e rappresentanti di un solo Dio, che però si offre a noi nella ventosa circolarità del vivere l’uno per l’altro del Padre e del Figlio. 

Ma Francesco aggiunge anche che, a motivo della scelta di Chiara, anche lui s’impegna – con i suoi fratelli – ad averne cura. Come a dire: quando Dio chiama, non lascia mai soli, ma dona fratelli e sorelle, segno concreto e quotidiano della sua cura/premura. È un po’ come dire a chi ci sta accanto: ricomincio, ogni giorno, da te.

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Fotografie immagine di pagine 10-11 del pittore Umberto Gamba; immagini stock da Shutterstock.