Uno, basta

Poche chiacchiere più parola - Essere credenti: una relazione d’amore

«Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». Mt 22,36-40

pag06 sfondo rifattoshutterstock 93875311Ci sono dei periodi nella vita in cui le uniche cose che ti interessano sono quelle concrete, quelle che vedi, che tocchi, che possiedi: rischi di farti ingoiare dal fare, dalle cose, dal denaro, dalle realizzazioni; tutto quello che ha senso è qui dentro ben percepibile, palpabile; e immanente… 

La fede è vista come uno dei tanti tasselli della vita, dei tanti obblighi, delle tante cose che purtroppo occorre mettere in conto perché, prima o poi, ci devi incappare: o per i sacramenti dei figli, o per il matrimonio in chiesa, o perché ti capita qualche malattia, o la morte dei nonni, o qualche confraternita in cui hai amici o perché sei imparentato con qualche frate o suora… C’è qualcosa che posso fare senza troppo impegno e che mi mette il cuore in pace? Ne farei volentieri a meno, ma nella vita bisogna essere più furbi che santi, non si sa mai. Era anche questa la domanda che la gente faceva a Gesù. Tu che te ne intendi, che dici parole che vanno dritte al cuore, ci aiuti a trovare la strada vera della vita? Siamo condannati a restare divisi in cerca di fragili equilibri che non ci lasciano mai soddisfatti o ci puoi indicare la strada vera della vita? 

Gesù è molto preciso, ma come sempre destabilizzante: il centro della vita cristiana non è qualcosa da fare, ma un modo di essere, per cui non è un gesto da compiere una volta per tutte così che ti sei messo a posto, ma è una vita di amore. È amare Dio. Amare Dio non è una preghierina del mattino, non è un soprammobile sul comodino, non è una scaramanzia da fare ogni giorno prima di salire in automobile, non è una immagine di Padre Pio attaccata al camion. È mettere Dio al centro della vita, fare di lui un interlocutore quotidiano, un amico da consultare, di cui godere la compagnia.

Ma ancora di più dice Gesù: essere cristiani è amare allo stesso modo anche il prossimo. Sapere che gli altri fanno parte della nostra vita e non posso vivere senza stabilire con loro rapporti di amore, di dono, di amicizia, di convivenza positiva e generosa. 

Chi voleva la formuletta mordi e fuggi, prendi e sigilla, se la deve scordare. Essere cristiani è semplice, non è un insieme di adempimenti complicati, ma è vivere in modo completamente diverso da quanto ci suggerisce il mondo, è stabilire dialogo con Dio. Non si possono tenere i piedi in due scarpe, tentare la fortuna, ma ci si deve decidere per una persona: Gesù. Da questa decisione nascono nuove vedute, nuovi orizzonti, molteplici forze, dinamiche spesso sconvolgenti; nasce una vita di fede, un profondo affidamento e quindi la certezza che ha il bambino quando tiene per mano il papà. È sicuro, felice, lo sente come appoggio saldo e onnipotente.

Per questo la vita cristiana è una vita di speranza, perché sa puntare al cuore della costituzione di un modo di vivere: l’amore.

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Fotografie immagine di pagine 10-11 del pittore Umberto Gamba; immagini stock da Shutterstock.