Uno, basta

Visto da me - Dio o io?

Sono io il più grande ostacolo nel compredere Dio: se penso solo al mio tornaconto, a ciò che voglio, al mio onore, a chi mi ha offeso… lì dimentico davvero il primo comandamento!

pag03 shutterstock 56905171Sarò onesto, nonostante l’impegno in parrocchia e in oratorio, il dover riflettere su un singolo ma fondamentale passaggio del catechismo, pilastro fondante della nostra fede cattolica, mi mette davvero in difficoltà.

Il primo comandamento dettato da Dio a Mosè sembra il pretesto di un Dio geloso, che vuole essere totale nella mia vita, che vuole essere tutto e totalizzante.

Di chi si parla? Dio non l’ho mai visto, né mai ho udito la sua voce: pensandoci bene di Dio me ne han sempre solo parlato!

Dunque in questo primo comandamento mi viene chiesto un totale e pieno impegno nei confronti di qualcuno che materialmente non conosco!

Ma come posso allora conoscerlo questo Dio? … perchè in fondo io voglio crederci di poterlo fare!

Evidentemente, devo levarmi dalla testa di poterlo incontrare e vedere materialmente o, meglio, con i miei 5 sensi.

Dio va oltre, e per conoscerci, per venirci incontro usa un linguaggio diverso: egli usa l’amore per ciascuno di noi… e per rispondere a questo amore, e creare la “connessione”, Gesù risponde con “ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l’anima tua e con tutta la tua mente”.

Un amore forte, totale, senza indugi.

Vuole essere unico, e mi dice che non avrò altri dèi all’infuori di lui.

Ma quali altri idoli dovrebbero esistere? Escludo immediatamente la questione dei vecchi politeismi, che probabilmente interessavano Mosè e i suoi contemporanei.

Rifletto sulla questione degli dèi materiali, come il culto per i moderni oggetti tecnologici come iPhone oppure per marchi di moda ecc… mi possono interessare, ma relativamente.

Forse la verità che è che non ho altri dèi all’infuori di… me stesso!

Io sono il più grande ostacolo nel compredere Dio: quando penso solo al mio tornaconto, a quello che voglio, al mio onore, a chi mi ha offeso… lì dimentico davvero il primo comandamento!

E perfino questo comandamento, in fondo, non richiede solo la mia volontà o meglio, richiede un unico impegno: quello di accettare l’amore di Dio per me.

Il “non avrai altro dio all’infuori di me” non è un eliminare tutto il resto causando sacrificio e esclusione, significa invece accettare quell’amore vero, totale, pieno che ci viene offerto da Dio… Amo per essere amato, per vivere nell’amore. Da lì parte tutto.

Dio mi invita ad essere amato, da questo deriva la felicità, un “sacrificio” che ha nascosto in se la strada per la mia felicità.

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Fotografie immagine di pagine 10-11 del pittore Umberto Gamba; immagini stock da Shutterstock.