Festa, per Dio!

Bello e possibile

La liturgia non è mai un atto improvvisato o lasciato alla semplice spontaneità, proprio per il fatto che è l’azione di un popolo in preghiera: trattandosi di un momento importante e solenne, ha bisogno di cura e preparazione. Da anni - a Cremona, Milano, Loreto e nuovamente Cremona - fra Gabriele Sacchini svolge il servizio di sacrista, oltre ad occuparsi della portineria del convento.

pag 14 img032 ridCosa significa, per te, “maneggiare” le cose che hanno a che fare col “sacro”?

Se tutte le cose che vengono da Dio e da lui create sono un dono, anche queste “cose” che ci aiutano ad incontrare Dio nelle celebrazioni diventano un dono; un dono che, per di più, viene da Dio deve essere oggetto di una cura e un rispetto tali da riconoscerlo come sacro.

Per me significa collaborare perché il Signore possa manifestarsi al suo popolo attraverso la liturgia, che in quel momento congiunge la terra al cielo.

 

Perché bisogna andare a messa, la domenica? Non basta un’Ave Maria?

Non “bisogna” andare a messa la domenica: al contrario, “è bene” andare a messa e non solo di domenica! Noi dobbiamo cercare il bene (l’unico sommo bene): se ci crediamo, la celebrazione eucaristica non è più un peso o un obbligo, ma un piacere… e poi ci sta anche più di un’Ave Maria. 

La messa è un’occasione importante per trovare i tuoi fratelli che pregano con te, per dire con loro “Padre nostro”.

Tu prepari lo spazio e l’occorrente per la celebrazione: la bellezza offerta a Dio è percepita dalla gente come occasione per incontrarlo?

È importante aiutare le persone a capire che, nel bello e nel decoro, si esprime il grande valore di quello che sta per avvenire: sta arrivando il Signore, anzi è presente il Signore. 

L’eleganza e l’ordine esprimono una parte interiore che è pronta per accogliere il grande e immenso Dio che si dona a te.

 

Nella liturgia, non c’è il rischio di un formalismo, di puntare troppo sull’esteriorità, di fare della liturgia un bel contenitore... vuoto?

Come in tutte le cose, il rischio c’è. Ci vuole un sano equilibrio e una sana educazione: la liturgia e le celebrazioni sono belle cose, anzi sono dei doni bellissimi! Per questo, vanno vissuti bene, con serenità, con gioia, con rispetto e con tanto buon senso.

È il Signore che fa, che chiama e che parte sempre per primo. Lasciamoci guidare!

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