Soddisfatti

Come Francesco - Vestiti morbidi e colorati

pag10 Gamba - Adesso ho capito«Ti ho detto che non dovevi dirlo». 

«E io ti dico che non capisco perché…».

«Perché Francesco non vuole. Punto».

«Ma non mi spieghi il perché. Punto e a capo».

Non urlano, ma la discussione non è proprio pacata. Di ritorno da Bologna, i due frati questionano da chilometri.

Hanno officiato nella cappella dell’Università, un quaresimale con tanto di predica a docenti e allievi, maestranze e clero locale. L’omelia di fra Nicola ha fustigato la ricchezza e la sua ostentazione: cibi raffinati, abiti eleganti, dimore sontuose, viaggi di piacere. Niente è rimasto indenne da critiche e sferzate. Silenzio assoluto, assemblea attentissima. Elogi finali: bravo, incisivo, deciso e concreto. Un successo. Ma rimasti soli, frate Gabriele aveva iniziato la sua critica, asserendo di non essere invidioso ma che proprio il contenuto non andava.

«Provo a rispiegartelo il perché, Nico. Ma tra mezzora. Ora taciamo». E il frate dal nome angelico si era messo a camminare spedito, scuro nel silenzio, lasciandolo lì: sensazione di mezza vittoria, pur se non accettata dall’altro.

La città alle spalle, il silenzio della campagna assoluto. Il ricordo dell’alterco ha un sapore volgare. Nel cuore le parole di Francesco: «Non critichino i frati, coloro che portano vestiti morbidi e colorati». Quando era giovane, il caro fondatore, era stato mercante di stoffe. E generoso imbanditore di banchetti. Sempre teso a primeggiare nella caccia, nei duelli: con le armi e le parole. Dicono avesse gusto eccentrico per la moda: vestiva mischiando colori e stoffe, sete e pezze, pur d’apparire. Poi la conversione e la scelta dell’altissima povertà. Perché non criticare i ricchi, i beni, la roba…? «Eravamo contenti di un saio, un cingolo e nulla più». Il nulla di proprio. Perché non…?

Contenti del nulla di proprio: e la vita – pensiero, desiderio, azione –  testimonia contentezza. È cambiamento di mente: conversione. Chi aspira a ricchezze non è da disprezzare perché è il vero povero: di tutto bisognoso. Di cibo, di beni, di vesti morbide e colorate. Con quel desiderio insaziabile che è idolatria. Con armi e violenza per difendere la roba. «Voi, invece, non preoccupatevi di quello che mangerete o vestirete. Cercate il Regno di Dio e tutto il resto vi sarà dato in più».

Adesso ha capito. Nicola raggiunge Gabriele: «Ti chiedo perdono, fratello. È vero: mai predica fu più inutile». L’abbraccia e continuano il cammino uniti.

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