Soddisfatti

Diventa ciò che sei!

Il cristiano è chiamato a gioire di ciò che è e che ha, desiderando le cose positive che possono migliorare la sua condizione, con sobrietà, nella solidarietà e nella giustizia.

pag08-09 Dollarphotoclub 65667239L’invidia e la bramosia sono ancora molto diffuse. Anzi, la progressiva scristianizzazione dei nostri paesi ha riportato in luce alcuni atteggiamenti di cui più nessuno parla, provocando grandi tensioni e inutili sofferenze. L’invidia consiste nel credere che le altre persone possiedano qualità, beni, occasioni che li rendono felici e che io non ho. Ci sono persone che si rodono interiormente e che si avvelenano la vita per questo!

La società consumistica, certo, non aiuta: creando dei bisogni artificiali per poterci vendere ciò che li soddisfa, ingenera dei falsi idoli che stanno distruggendo la nostra civiltà.

I messaggi che ci raggiungono ci dicono che per essere felici occorre essere belli, giovani, sani, moderatamente ricchi, con partner e figli intelligenti e moderni, un lavoro ben retribuito e gratificante. E ci sono persone che ci credono! Che pensano che all’origine della loro infelicità ci siano dei chili di troppo, un fisico non proprio attraente, un lavoro insoddisfacente…

Certo: tutti vogliamo star bene e lavorare con piacere e non preoccuparci troppo del futuro. Ma il nostro cuore è molto più ampio! Come diceva lo scrittore Camus: «Siate realisti: chiedete l’impossibile»!

L’invidia, e pochi ne parlano, può uccidere la nostra anima, suscitando in noi un pernicioso dolore inutile, un dolore che mente, e quello sì che può uccidere.

Il dolore che uccide talvolta deriva da altre menzogne: l’invidia, la vendetta, il continuo confronto con gli altri.

La pessima abitudine di confrontarsi con gli altri, per trovarli migliori di noi, più belli, più simpatici, più ricchi è ancora incredibilmente diffusa.

In altre epoche, la predicazione cristiana, a volte in maniera un po’ assillante a dire il vero, invitava le persone a fuggire i vizi, a considerare le inclinazioni negative come atteggiamenti da evitare, non da esaltare ed imitare. E la predicazione cristiana era una voce autorevole e seguita.

Oggi non è più così: basta guardare un talk show per vedere che ogni vizio, ogni atteggiamento negativo è sdoganato, applaudito, premiato. Chi urla più forte, chi accusa l’altro, chi mette a nudo la fragilità dell’avversario, chi tira fuori il peggio delle persone fa audience… 

La virtù è identificata con l’ipocrisia, la moderazione è confusa con l’assenza di idee.

Il nostro mondo è travolto dal vizio venduto come inevitabile, come desiderabile.

In un nevrotico gioco di sguardi, reale o virtuale, l’invidia per gli altri provoca rancore.

Il rancore e la rabbia che crescono facilitano l’espandersi della violenza. La mancanza di sostanza esalta l’apparenza, l’ostentazione, l’arroganza. Il perdono è vissuto come debolezza e la vendetta esaltata come unico atteggiamento possibile.

Ma tutto questo provoca immenso dolore: agli altri e a sé.

L’odio, la rabbia coltivata, il desiderio di vendetta mentono. Non danno gioia, né alleviano il dolore: si nutrono di dolore. Davanti a questo tipo di dolore abbiamo un preciso dovere: fuggirlo.

Sei roso dall’invidia per tua sorella che ha molto successo più di te? O del tuo collega d’ufficio che, pur essendo un idiota incapace, ti è passato davanti nella carriera? Ti urta il fatto che la tua amica d’infanzia possa permettersi vacanze lussuose in posti che non vedrai mai?

Non hai bisogno di paragonarti agli altri!

Scopri che sei un pezzo unico, un capolavoro, non una fotocopia sbiadita! Diventa ciò che sei! 

Confrontarti con gli altri per invidiarli non ha senso. 

Confrontarti con ciò che Dio vorrebbe che tu diventassi, sì.

Sappi che ogni gesto d’amore donato con autenticità resta, non scompare e fruttifica, anche se non come avremmo sognato

Sei pieno di rabbia perché tutto va storto? Perché sei inguaiato e non riesci a venirne fuori? Ripensa alla tua vita, rimetti ordine nelle scelte che hai fatto. Forse sei arrabbiato per cose per cui non vale la pena di arrabbiarsi. 

L’essenziale è ben altro, ed è invisibile agli occhi!

Il cristiano vive la realtà in maniera diversa: cerca l’Assoluto, gioendo delle legittime gioie che il Signore ci dona. Non ci confrontiamo con gli altri, sapendo che siamo dei pezzi unici, ma ci confrontiamo col progetto che Dio ha su di noi, per crescere nella pienezza fino all’incontro definitivo.

Siamo chiamati a gioire di ciò che siamo e abbiamo, desiderando le cose positive che possono migliorare la nostra condizione, con sobrietà, nella solidarietà e nella giustizia.

La bramosia, il desiderio smodato e ossessivo di possedere, di accaparrarsi i beni altrui, acceca la nostra mente e ci porta a commettere ogni sorta di iniquità. Chiediamo al Signore lo Spirito che ci aiuti a vivere con intelligenza ciò che abbiamo ricevuto!

Sei felice quando capisci che sei nel cuore di Dio, che sei suo Figlio e qualunque cosa tu abbia, faccia, sia al di fuori di questo, è relativo. 

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