Soddisfatti

Visto da me - Soddisfatti o rimborsati?

Quello che non ho,
è quel che non mi manca
(F. De André)

pag03-Dollarphotoclub 56575212Soddisfatta? A volte sì a volte no. C’è sempre qualcosa che manca. Manca quando hai poco, manca quando hai tanto. E se fosse solo una questione di sguardo? Se fosse questione di darsi delle priorità, seppur sia una lista in mutamento assieme al nostro mutare? Sembra come una cipolla: la sbucci “questo non mi serve”, la sbucci “questo è secondario”, la sbucci “questo non è essenziale”, la sbucci “di questo posso fare a meno”. Fino a quando arrivi al nucleo, al cuore. Quello a cui non puoi rinunciare. Sono ancora in ricerca; il posto di quel nucleo viene preso da realtà diverse. Non denaro, non fama. Mi sono affrancata da quell’inganno e dai grotteschi sorrisi disperati dei tanti che hanno materialmente più di quanto sia dignitoso un essere umano abbia. 

Tante cose sono importanti e, direi di più, sono un diritto. Una su tutte: il diritto al lavoro. Una delle cose immediatamente circondanti il nucleo. Ma lì dentro, nelle profondità delle viscere, cosa c’è?

Quel nucleo è in metamorfosi, ma è sempre una forma del poliedrico amore. È sempre una questione d’amore. È sempre quello il nucleo. Amore vissuto, amore desiderato, amore ricevuto, amore negato, amore ferito. Nucleo che pulsa, nucleo che sorride, nucleo che piange, nucleo che sembra smettere di esistere, nucleo che ha paura.

Ma c’è. Ed è sempre una questione d’amore

Anche quando sembra non esserci. Anche quando il dolore e la paura ti chiudono anche a Lui, l’Amore di ogni amore. Anche quando devi raddrizzare il tiro e tornare all’amore per la vita, al sano amore per te stessa. Ferito, calpestato, negato, ma il tuo nucleo è lì. 

Bisogna solo lasciarsi attraversare dal dolore, dalle incomprensioni, dall’impotenza. E poi lasciar andare, per permettere al nucleo di cicatrizzarsi e ricreare le energie vitali che sanno di promessa, futuro, bellezza, speranza, anche se tutto intorno ora ti dice il contrario. Il mio nucleo difendo. Perché anche se perdo tutto, perdo tutto tranne me stessa. 

Tutto, tranne la voglia di ricominciare. Tutto, tranne la certezza che nessuno può più rubarmi ciò che sono.

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