Ottime relazioni

Tendere al paradiso


Il nono comandamento ci mette di fronte ai nostri desideri e alla verità di noi stessi, con la responsabilità che essa comporta.
Questo vale per tutti, anche per chi ha consacrato la vita al Signore.
A padre Matteo, saggio frate del convento di Cremona, abbiamo fatto qualche domanda in merito.

 padre MatteoCosa significa, per un frate, “non desiderare la donna d’altri”?

Una domanda così secca sul comandamento non è sufficiente: bisogna leggerlo come lo intende Gesù! Non mi puoi impedire di desiderare la donna: è male quando in questo desiderio c’è la malizia!

 

Va bene. Ma non sempre è facile integrare i propri desideri con la volontà di Dio…

Il desiderio della carne non è di per sé male: è dato da Dio per essere esaudito nell’unione che ha la sua visibilità nella sessualità e il suo compimento nel matrimonio. Certo, è importante viverlo secondo il disegno di Dio, perché è solo così che risulta soddisfacente: è un desiderio naturale che necessita di essere inserito in un contesto di vocazione, di chiamata.

 

Come fa un frate a gestire in maniera equilibrata le relazioni, specie con l’altro sesso?

Ciascuno deve essere responsabile delle proprie scelte: le relazioni personali e affettive, soprattutto con l’altro sesso, vanno sempre vissute con responsabilità.

Per me, la donna è lo spunto visibile e sensibile che riesce a richiamare in me quell’immaginario di bontà, di dedizione, di impegno, di servizio… a cui tendo come uomo e anche come frate. Se non incontrassi continuamente figure femminili che mi richiamano a tutto questo, rischierei di smorzare, di diluire in me il mordente per essere servizievole, buono, generoso, per essere di fronte alla vita in una dimensione onesta e impegnata.

 

Il desiderio di possedere, di avere qualcuno per sé… nella vita religiosa non si corre il rischio di “essere di tutti e di nessuno”, di non “costruire” qualcosa di concreto (casa, famiglia, figli…)?

A dire il vero, il comandamento invita di non abusare del possesso e del desiderio di possedere…

Certo, bisogna essere capaci di mantenere le distanze: vanno bene il contatto e l’affetto, ma sempre con l’attenzione di non lasciarsi coinvolgere troppo e quindi travolgere… Ciascuno ha il suo cammino e non rispettare il proprio e quello dell’altra persona significa finire per rovinarsi a vicenda.

Io ringrazio il Signore che ha creato la donna, perché conoscendo e contemplando la donna ho compreso cosa è il Paradiso! Nonostante il mio impegno, difficilmente riesco a cogliere l’eterna bellezza di Dio. Però, se considero l’universo femminile vedo che l’attrattiva per tutto questo fascino non diminuisce mai: per esaurire questo desiderio vivo occorrerebbe un’eternità! Se una creatura è così vasta nel suo richiamo da diventare il pungolo per uno spunto eterno di fascino, riesco a immaginare quanto Dio può essere bello da contemplare!

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Immagini del numero marzo-aprile 2014: sotto licenza Creative Commons dell’utente flickr.com "Visto da me - Distanza di sicurezza": F L I R S T - Palk Clap; “Poche chiacchiere più parola -Maschio e femmina li creò”: nicolasnova; "Come Francesco - Pensieri di lussuria" del pittore Umberto Gamba; "Con Franscesco.