Ottime relazioni

Fuggire le occasioni

Davanti alle difficoltà, il rischio è di pensare che esista un uomo, una donna migliori di quella/quello che abbiamo accanto. Ma è un’illusione! Non esiste l’uomo o la donna della mia vita: sposandoti, scelgo te come uomo/donna della mia vita.

52219135L’ultima parola che Dio consegna al popolo riguarda l’invidia e la bramosia. La tradizione cristiana ha diviso i due precetti, focalizzando l’attenzione prima sul desiderio legato alla sessualità e poi sull’invidia. Probabilmente questa distinzione nasce dal desiderio di analizzare le cause che possono portare all’adulterio, in una sorta di descrizione psicologica illuminata dalla Parola di Dio.

Potremmo dire che il nono Comandamento ci ammonisce: sei felice se sai trovare il bene nel rapporto affettivo che hai scelto con libertà e che vivi con fedeltà.

Il mondo occidentale, oggi, ha abbandonato la visione del recente passato, dando per superata un’impostazione legata alla famiglia patriarcale considerato come il modello della Chiesa. Come in ogni altra cosa, occorre distinguere quanto di culturale esiste in questo approccio della Chiesa e quanto di immutabile.

Nessuno rimpiange la famiglia patriarcale contadina, nessuno ancora pensa ad una famiglia in cui il ruolo della donna sia funzionale solo alla maternità! La società ha compiuto molti cambiamenti in favore della maggiore valorizzazione della donna, delle pari opportunità, della predominanza della componente affettiva nel matrimonio. Oggi ci si sposa solo per amore ed è una cosa bellissima e… molto fragile: solo l’amore a tenere unita una coppia!

Ma - e questo è un madornale errore - la società contemporanea non ha un vero modello affettivo da proporre, e lascia al singolo soggetto la libertà di fare esperienze in ogni direzione, salvo poi non parlare delle conseguenze.

Oggi si tende ad esaltare l’amore, inteso soprattutto come momento emozionale forte legato all’innamoramento. È talmente bello l’innamoramento che lo si vorrebbe reiterare molte volte! L’esperienza, la psicologia e - prima ancora! - la fede ci dicono una cosa molto semplice: l’innamoramento è evento gratuito, improvviso, destabilizzante, ma è promessa per qualcosa di più grande, pagina pubblicitaria dell’amore. Voler reiterare l’innamoramento senza mai fare il salto di qualità rischia di ingannare se stessi e di creare una grande sofferenza.

Se l’amore è limitato all’esperienza emotiva dell’innamorarsi, non produce nessun effetto e, alla fine, si consuma, come ogni emozione limitata nel tempo.

È naturale innamorarsi… è anche naturale decidere di vivere insieme. Sposarsi nel Signore, invece, è una scelta: significa riconoscere che il Dio che ha inventato l’amore è la sorgente dell’amore che ci scambiamo e imitare Gesù nel reciproco amore.

La vita di coppia è faticosa: l’amore chiede di essere coltivato, nutrito, accudito.

Davanti alle difficoltà, il rischio è di fuggire la situazione, di pensare che esista un uomo, una donna migliori di quella/quello che abbiamo accanto.

Ma è un’illusione! Come se, per risolvere una partita di calcio che stiamo perdendo, invece di giocare meglio decidessimo di cambiare squadra avversaria… Non esiste l’uomo o la donna della mia vita: sposandoti, scelgo te come uomo/donna della mia vita.

L’invito del Comandamento è chiaro: evita di assecondare il tuo desiderio, le tue passioni, non costruire i castelli in aria, resta con i piedi ben piantati in terra, evita le occasioni. È normale essere attratti da una persona, anche dopo il matrimonio; è bene, però, smontare il desiderio riportandolo alla realtà.

Per fare questo, la Chiesa ci richiama al pudore, alla dignità della persona, a non cedere all’inganno del diffuso erotismo (e alla pornografia!) che illude le persone descrivendo il sesso come ciò che non è. 

Viviamo, nel mondo occidentale, continuamente stimolati da mille provocazioni erotiche: si è confusa la seduzione (che è sano strumento di corteggiamento) all’imperare della fisicità. Qualcuno usa il termine molto forte di “pornocrazia” là dove il proprio corpo diventa un idolo, uno strumento di potere e la sessualità il mezzo per ottenere attenzione, una scorciatoia che mi impedisce di crescere come persona.

Dio, che ha creato l’uomo, sa che non funzioniamo in questo modo, che la corporeità è il vestito della nostra anima, che l’interezza della persona va coinvolta in un progetto affettivo.

Gesù stesso ribadirà il principio della fedeltà: due persone che si innamorano e scelgono di vivere insieme nel Signore possono crescere alla luce della sua Parola e amarsi per tutta la vita, senza illudersi di trovare soluzioni in altro.

La buona tradizione cattolica davanti al pericolo e alla tentazione dà il più sensato dei consigli: meglio fuggire le occasioni…

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Immagini del numero marzo-aprile 2014: sotto licenza Creative Commons dell’utente flickr.com "Visto da me - Distanza di sicurezza": F L I R S T - Palk Clap; “Poche chiacchiere più parola -Maschio e femmina li creò”: nicolasnova; "Come Francesco - Pensieri di lussuria" del pittore Umberto Gamba; "Con Franscesco.